Flora | Fauna

Il corridoio biologico di Roma

Nella rete ecologica della città di Roma, il Parco rappresenta il corridoio biologico più importante per l’ingresso di elementi di naturalità nel centro urbano, ma anche e per gli elementi di biodiversità in esso presenti.
L’indagine botanica (floristica e vegetazionale) ha evidenziato un eco-mosaico estremamente frammentato, caratterizzato da una vegetazione sempre più marginalizzata dalle diverse attività antropiche, ma con potenzialità utili per un processo di rinaturazione del parco.
Il parziale abbandono di piccole e grandi aree agricole e di cava sono gli ambiti in cui si ritrovano i maggiori valori faunistici, sia in termini di ricchezza della comunità che di interesse scientifico, conservazionistico e biogeografico.
Molte sono le aree comprese nel Parco che sono caratterizzate da importanti valori naturalistici. L’antico Bosco Farnese, per esempio, in prossimità della via Ardeatina, è composto da roverelle (Quercus pubescens) e sughere (Quercus suber); tra i monumenti del Circo di Massenzio si è insediata una flora ruderale di grande interesse: olivi (Olea europaea), mandorli (Prunus dulcis); una folta macchia mediterranea con rovi (Rubus ulmifolius), alaterno (Rhamnus alaternus), lentisco (Pistacia lentiscus); arbusti da sottobosco come biancospino (Crataegus monogyna), fusaria (Euonymus europaeus), corniolo sanguinello (Cornus sanguinea), pruno selvatico (Prunus spinosa). Nello scenario della Villa dei Quintili abbondano nei prati umidi le fioriture di orchidee spontanee. Nell’area del laghetto è presente il ranuncolo peltato (Ranunculus peltatus). Nell’area di Tor Marancia, di recente entrata nel Parco, e che conserva una buona naturalità, lungo il Fosso di Tor Carbone si trovano la carice maggiore (Carex pendula) e grandi alberi di pioppo nero (Populus nigra).


La valle alluvionale della Caffarella, intervallata da pianori sommitali tufacei, versanti più o meno scoscesi ed un fondo piatto formato dal materiale trasportato dal fiume Almone ospita una varietà di specie non indifferente. Inoltre le attività antropiche di maggior impatto ambientale, vincolate alla sola agricoltura e pastorizia, sono circoscritte soltanto in alcune parti della valle, favorendo la permanenza di ambienti di grande interesse naturalistico. 
Il fondovalle è ricco di falde e di numerose sorgenti: in alcune aree incolte si è perciò sviluppata una vegetazione spontanea idrofila tra cui il pioppo nero e il salice comune (Salix alba). Abbondante la cannuccia di palude (Phragmites australis) e nei prati allagati la lisca maggiore (Typha latifolia), l’equiseto (genere Equisetum), il luppolo comune (Humulus lupulus) e l’orchidea acquatica (Anacamptis laxiflora), a Roma presente solo qui e nel Parco del Pineto. Abbondano i prati naturali, carichi di erba mazzolina (Dactylis glomerata), di margherita gialla (Euryops), di caccialepre (Reicharda picroides), di erba medica orbicolare (Medicago orbicularis), salvia minore (Salvia verbenaca), calcatreppola campestre (Eryngium amethystinum). Qui è stato trovato il raro lupino greco (Lupinus albus subsp. graecus), presente soltanto in altre tre località italiane.  
Tra le piante dei cespuglieti che compongono la Campagna Romana del Parco troviamo anche la ginestra comune (Spartium junceum), la marruca (Paliurus spina-christi), la rosa selvatica (Rosa canina), il sambuco comune (Sambucus nigra) e la robinia (Robinia pseudoacacia).
Di fronte al Casale della Vaccareccia, si trovano due boschetti di querce: uno prevalentemente costituito dalla quercia di Dalechamps (Quercus dalechampii), l’altro da cerri (Quercus cerris) e lecci (Quercus ilex). Di notevole interesse i grandi alberi di farnia (Quercus robur), alla base del versante. 
Sulla collina di fronte alla chiesetta di S. Urbano rimangono tre lecci secolari. E' qui che le fonti storiche localizzano un antico "Bosco Sacro", di cui i tre alberi possono essere l’ultima testimonianza. 

Fauna

La volpe (Vulpes vulpes), simbolo e mascotte del Parco, è un'ottima rappresentate della fauna presente nel nostro territorio. Fa parte infatti di quel vasto gruppo di specie considerate generaliste tipiche di un ambiente antropizzato: alimentazione di tipo onnivoro, opportuniste, molto flessibili nella scelta del luogo di rifugio e riproduzione, principalmente con abitudini notturne o crepuscolari, e soprattutto con un alto livello di tolleranza ai vari tipi di disturbo antropico.
Ecco perché è facile incontrare altri piccoli mammiferi come il riccio (Erinaceus europaeus) e il coniglio europeo (Oryctolagus cuniculus), o roditori come il ratto nero (Rattus rattus), il ratto 
marrone (Rattus norvegicus), il topo selvatico (Apodemus sylvaticus) o la Crocidura minore (Crocidura suaveolens) [Ulteriori informazioni sui Micromammiferi sono disponibili sulla pubblicazione "Micromammiferi", scaricabile qui].

Più rari, invece, perché adatti ad ambienti più protetti e naturali, la donnola (Mustela nivalis), la faina (Martes foina), l'istrice crestato (Hystrix cristata), la talpa romana (Talpa romana) o la lepre europea (Lepus europaeus).
Il Parco piace anche ai pipistrelli. I bat-detector hanno identificato il Pipistrellus pipistrellus, Pipistrellus kuhlii, Hypsugo savii e il Tadarida teniotis.
Uno dei corsi d'acqua della Valle della Caffarella, la Marrana di destra, ospita due interessanti specie ittiche: lo Spinarello (Gasterosteus aculeatus) ed il sud europeo Roach (Rutilus rubilio), una ciprinide inclusa nell'allegato II del la direttiva Habitat 92/43 / CEE ed elencata fra le specie protette.
La maggior parte delle specie di rettili segnalata a Roma sono presenti anche qui: la lucertola italiana (Podarcis siculus), la lucertola muraiola (Podarcis muralis), il ramarro occidentale (Lacerta binileata), la luscengola (Chalcides chalcides), il geco comune (Tarentola mauritanica), il biacco (Hierophis viridiflavus), l'orbettino (Anguis veronensis), il Colubro di Esculapio o saettone (Zamenis longissimus) e la biscia dal collare (Natrix natrix).


La presenza di anfibi è generalmente molto influenzata dal livello di disturbo antropico, nonostante questo sono ospiti di fossi e stagni oltre alla rana verde (Pelophylax lessonae e Pelophylax kl. hispanicus) e al rospo comune (Bufo bufo), il rospo smeraldino (Bufo viridis), la raganella italiana (Hyla intermedia), il tritone crestato italiano (Triturus carnifex) e il tritone punteggiato (Lissotriton vulgaris).
Ma il vero tesoro faunistico del Parco sono gli uccelli. Nei 4580 ettari di Parco è, infatti, presente circa il 77 % delle specie note come nidificanti a Roma ed il 34% di quelle conosciute a livello regionale.
In particolare le indagini condotte negli anni hanno consentito di evidenziare: la presenza di un elevato numero di specie generaliste caratteristiche di mosaici agricoli eterogenei; la presenza di alcune specie di interesse conservazionistico, su scala urbana e regionale, come il Pellegrino (Falco peregrinus), la Quaglia (Coturnix coturnix), il Picchio verde (Picus viridis), Averla piccola (Lanius collurio) e la Calandrella (Calandrella brachydactyla), queste ultime segnalate rispettivamente come "Vulnerabile" e "In Pericolo" dall'IUCN. Un importante dato emerso è l’alta varietà e variabilità degli organismi viventi (ovvero la biodiversità) rilevate in presenza di ambienti umidi e frammenti forestali e di come si osserva una riduzione nel numero e nel valore ecologico delle specie presso le aree interessate da coltivazioni intensive e dallo sfruttamento urbanistico.

L'interesse degli ornitologi professionisti ed amatoriali per l'avifauna del Parco è confermato dalla costante frequentazione del capanno di birdwatching della Caffarella con relative segnalazioni di nuove nidificazioni e passaggi stagionali.



 

Gallerie fotografiche: Archivio fotografico Parco dell'Appia Antica

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