Le linee guidaLe tappeNorme e cartografia

 

piano del parco 

Il Piano del Parco Regionale dell’Appia Antica è il documento che fissa le linee d’azione e di intervento dell’Ente di gestione.
Già adottato dal Consiglio direttivo del nel 2002 ed approvato dal Consiglio regionale il 18 luglio 2018 è a tutti gli effetti lo strumento urbanistico di riferimento per questo territorio.

Oggi, quindi, il territorio dell’Appia è oggetto di una tutela a 360 gradi. Sono in vigore due strumenti di pianificazione regionale, il Piano del Parco ed il Piano Territoriale Paesistico per la tutela paesaggistica e culturale, ai quali si aggiungono i vincoli statali relativi ai beni storici ed archeologici.
E' compito delle istituzioni e degli enti preposti applicare in modo integrato piani e vincoli, quali strumenti per una corretta governance di questo territorio.

Le linee guida

• Ricostruire l’unità territoriale e paesaggistica del Parco tra aree separate e ricomporre, il più possibile un sistema unitario capace di consentire una visione ed una fruizione continua del territorio, anche attraverso la realizzazione di una sentieristica dove il godimento del paesaggio, dello stare all’aria aperta, della natura intorno, è consentito attraverso regole certe
• Eliminare l’abusivismo che ha avuto come conseguenza la nascita di nuclei edilizi, molti dei quali di scarsa qualità, spesso ospitanti attività produttive incompatibili con il Parco
• Ampliare i confini e riconnettere aree ad alto valore ambientale e culturale oggi separate, creando un sistema di continuità territoriale con il centro storico di Roma e garantendo con il sistema di aree protette contigue una continuità biologica e ambientale
• Favorire la rinaturazione della vaste aree agricole che hanno dimostrato una grande capacità di ripresa e di recupero di elementi di biodiversità
• Sviluppare un’agricoltura multifunzionale di qualità e a basso impatto ambientale
• Mantenere e rafforzare elementi che garantiscono la continuità paesaggistica, come le riperimetrazioni, gli interramenti, il sostegno all’attività agricola, le indicazioni prescrittive per le proprietà private
• Cambiare i criteri di mobilità delle aree interessate dal traffico di attraversamento e realizzare opere che permettano nel Parco la sola circolazione residenziale e turistica
• Contribuire al bilancio ecologico della città di Roma e dei comuni di Ciampino e Marino con azioni di tutela e rafforzamento dei livelli di naturalità, e con l’alleggerimento dei processi di antropizzazione
• Creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile
• Garantire le condizioni per ulteriori sviluppi e nuove fasi della ricerca archeologica
• Costruire una fruizione controllata con la partecipazione dei cittadini e promuovere una più generale cultura della tutela
• Promuovere l’educazione ambientale, anche attraverso la realizzazione di apposite strutture, e un’efficace politica educativa rivolta non solo alle nuove generazioni ma anche alla popolazione nel suo complesso.

Le tappe

• Il Piano Territoriale Paesistico elaborato a partire dal 1954 dal Ministero della Pubblica Istruzione
• Il vincolo paesistico dell’ottobre dello stesso anno di un’importante porzione del Parco, compresa la Valle della Caffarella
• Il vincolo paesistico, nel 1955, di un’area prossima al confine con Marino e le Frattocchie, e quello di un’altra area presso la via Cristoforo Colombo verso il centro di Roma
• Il P.R.G. di Roma del 1962, che ampliava l’area di riferimentoprevista dal Piano Territoriale Paesistico
• Il Decreto presidenziale di approvazione del P.R.G. del 16 dicembre 1965, che estendeva d’ufficio il vincolo di “parco pubblico” a tutta la zona dell’Appia Antica
• La Legge 431 del 1985 (la cosiddetta legge Galasso per latutela del paesaggio), a seguito della quale le Regioni dovevano obbligatoriamente procedere alla redazione dei PianiTerritoriali Paesistici (Regione Lazio l.r. 24/98), nel 1998  viene approvato solo il PTP 9 “Castelli Romani” per le aree che ricadono nei comuni di Marino e Ciampino
• Il Piano di utilizzazione della Caffarella del 1996nell’ambito della Legge per Roma Capitale
• Il Piano Territoriale di coordinamento redatto dalla Provincia di Roma nel 1998.
• Il vincolo di tutela paesaggistica e ambientale ex art. 1 lettera m) Legge 431/85 apposto sul comprensorio, dal Ministero dei Beni Culturali, con D.M. del 16 ottobre 1998, a conclusione di un lungo e sentito dibattito politico, scientifico e culturale,   al fine di tutelare i valori storici e ambientali. Grazie al nuovo vincolo, nel 2002 ( l.r. Lazio n°14 del 31 maggio 2002)  la Regione Lazio provvede all’ampliamento della perimetrazione del parco Regionale dell'Appia Antica, con  l'annessione al territorio del Parco di tutta la tenuta di Tormarancia, per un’estensione di circa 200 ettari, congiungendo in un unicum l'area catacombale di S. Sebastiano e la tenuta della Farnesiana.
• Il nuovo Piano Territoriale Paesaggistico Regionale(PTPR) adottato dalla Giunta Regionale nel 2007.
• Il Piano Territoriale Provinciale Generale (PTPG) è stato approvato dal Consiglio Provinciale in data 18.01.2010
• Il Piano Territoriale Paesistico di Roma PTP 15/12 Appia Antica - Caffarella approvato dal Consiglio Regionale  il 10 febbraio 2010 con le finalità e i contenuti di cui al Codice dei Beni Culturali d.lgs. 42/2004.
• Il Piano del Parco dell’Appia Antica approvato con Deliberazione del Consiglio regionale n.9 del 18 luglio 2018

Le norme e la cartografia

Il Piano del Parco approvato dal Consiglio regionale il 18 luglio 2018 ed è stato pubblicato sulla BURL n. 85 del 18 ottobre 2018:
Supplemento 1 Relazione di progetto, normativa di piano e relazione di analisi del sistema ambientale;
Supplemento 2 Relazione analisi antropica

Supplemento 3 Carte di progetto.

Pubblichiamo di seguito due strumenti utili per cominciare ad avvicinarsi al Piano:
La Normativa di Piano
La Tavola 1 Zonizzazione

Per approfondire guarda anche l'area Download

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