parcoVenerdì 29 maggio 2015 si è svolta la tradizionale festa conclusiva dei progetti di educazione Ambientale all'area degli Acquedotti della scuola materna ed elementare di via Lemonia, ex Istituto Don Filippo Rinaldi.
Alla festa hanno partecipato 20 classi, per un totale di circa 600 bambini. Tra ottobre e maggio gli educatori del Parco hanno vissuto a stretto contatto con i bambini. anche i piccolissimi della materna, e hanno portato avanti due diversi percorsi.
Pasquale Grella è stato impegnato con “I piccoli volontari dell'Appia” un percorso basato su attività ludiche per far vivere attivamente l'esplorazione del Parco introducendo il concetto di partecipazione. E' stata prevista la simulazione di una piccola manutenzione archeologica; l'individuazione di piante e pietre che costituiscono il paesaggio costruito dall'uomo; realizzazione di oggetti da materiali naturali; attività motorie e artistiche; incontri con i Guardiaparco.
L'attività ha avuto il suo culmine con due uscite notturne alle quali hanno partecipato anche le famiglie. Alla festa finale il momento centrale è stata la piantumazione di nuovi alberi nel giardino della scuola.

Il gruppo dei Guardiaparco educatori (Carla Finn, Romina Gori, Giorgio Della Rosa, Paolo Bedetti) si è invece concentrato sul progetto “Missione Biodiversità” realizzato in collaborazione con il Centro Recupero Fauna Selvatico Il Nostro Regno degli Animali.
Il progetto ha come obiettivo:
Aiutare i bambini e i giovani a identificare gli animali domestici rispetto alla fauna selvatica autoctona ed esotica attraverso un percorso articolato in tre zone: Fattoria Didattica, Animali selvatici autoctoni feriti o in difficoltà, Fauna esotica e autoctona consegnata dalle forze dell’ordine.
Evidenziare in maniera diretta l’impatto violento dell’uomo sulla fauna selvatica attraverso l’esemplificazione dell’iter sanitario dell’animale ferito dall’arrivo al centro, alla prima visita e alle cure del caso, alla riabilitazione e la liberazione.
Stimolare la curiosità dei giovani visitatori nei confronti del mondo animale in particolare riguardo alla fauna selvatica anche esotica attraverso un percorso sviluppato nell’ area riservata agli animali portati dalle forze dell’ordine al Centro, affrontando anche la delicata tematica dei traffici illeciti di animali esotici.

Ogni classe partecipante ha adottato uno degli animali del Centro e provvederà al suo mantenimento.
Alla festa finale sono state invitate anche le classi che non potuto visitare il Centro ma che in quest'occasione hanno potuto incontrare gli esperti della Forestale e del Centro, cominciando a fare i primi passi in materia di biodiversità.
Per tutti divertimento assicurato con gli apiari didattici di Paolo Antonelli e la Città delle api.
Assistenti per la buona riuscita della festa Federica De Santis e Giancarlo Fabbri, aspiranti Guardiaparco!

alveare

I Guardiaparco sono intervenuti al Circo di Massenzio dove uno sciame d'api annidato nel muro esterno e diventato fastidioso per i visitatori.
L'operazione, come hanno confermato i controlli di lunedì 25 maggio, è andata a buon fine: la cattura dell'ape regina ha fatto sì che tutte le operaie abbandonassero il nido.
Il buco ora è stato murato. Lo sciame con la regina è stato invece trasferito nelle arnie didattiche gestite dai Guardiaparco apicoltori.


mtb romanaIl sole, l'entusiasmo dei partecipanti, la professionalità delle guide, gli spuntini a Km0 e soprattutto i panorami unici che offre il Parco hanno reso possibile il successo della Grabike Archeologica.

Era la prova generale ed ha funzionato: il gran tour del Parco su due ruote è possibile con qualche intervento di messa in sicurezza, con una segnaletica adeguata potrebbe diventare un percorso da fare in autonomia alla portata di tutti.
Partenza e arrivo alla Cartiera Latina poi visita Appia Antica, Acquedotti, Tor Fiscale e valle della Caffarella, punti critici: l'Appia dal Quo Vadis alla Basilica di San Sebastiano, l'attraversamento di via Appia Pignatelli e dell'Appia Nuova all'altezza di viale Appio Claudio e poi il ritorno sull'Appia Nuova e da via Monte Albino al semaforo delle Tombe Latine e poi il rientro in Caffarella da via dell'Almone.

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NOTA BENE: questa domenica c'era la Polizia Municipale ai varchi dell'Ardeatina e di via dell'Almone ed infatti il traffico è stato contenuto ed educato!

pini acquedotti

3 Mercoledì 6 maggio 2015 nell'area degli Acquedotti, lungo via di Roma Vecchia sono stati messi a dimora 25 nuovi alberi di pino domestico, a sostituzione di altrettanti che sono morti in questi ultimi anni.
L'alberata storica a fianco del viale, parallela all'Acquedotto Claudio e all'Acquedotto Felice, costituisce una delle vedute più belle e famose di Roma di grande importanza storica ed iconografica.
Essa era ormai mancante di numerose piante, la cui morte è stata causata nel tempo da diversi fattori patologici, aggravati dall'età avanzata delle piante.
Erano anni che veniva richiesto da più parti di provvedere alla loro sostituzione, ma il dibattito sull'opportunità di ripiantare o meno i pini e le difficoltà economiche delle amministrazioni coinvolte hanno nel tempo paralizzato l'iniziativa.
L'Ente Parco Regionale dell'Appia Antica si è fatto promotore del ripristino di questa alberata storica ed ha trovato disponibilità e supporto nelle altre amministrazioni.

pini acquedotti 2 pini acquedotti 3

Roma Capitale è intervenuta tramite la messa a dimora di 10 pini tramite il Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde. Il Municipio VII ha collocato altri 15 pini.
L'Ente Parco, che ha diretto e coordinato le operazioni, provvederà nei prossimi mesi alla messa dimora di altri 5 pini.
I nuovi alberi hanno un'età variabile tra i 10 ed i 15 anni e sono stati piantati in prossimità di quelli perduti, molti dei quali giacciono ancora a terra. La Sovrintendenza Comunale ai Beni Culturali ha offerto l'assistenza archeologica durante gli scavi.
La Soprintendenza Speciale ai Beni Archeologici di Roma e la Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio hanno dato il loro assenso. Gli alberi avranno ora bisogno di attente cure per i prossimi tre anni fino al completo attecchimento.


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