Confini Di chi è il parco? Un'area protetta Cronologia del parco

Il Parco Regionale dell'Appia Antica è stato istituito nel 1988 per:

  • tutelare i monumenti ed i complessi archeologici, artistici e storici in esso esistenti e diffonderne la conoscenza;
  • preservare e ricostruire l'ambiente naturale e valorizzare le risorse idrogeologiche, botaniche e faunistiche a scopi culturali, didattici e scientifici;
  • creare e gestire attrezzature sociali volte a fini culturali e ricreativi compatibili con i caratteri del parco.

  
I confini

Da Nord a Sud, da Est a Ovest
La superficie del territorio compreso nel perimetro del Parco è di circa 3.500 ettari. In questo territorio sono compresi la via Appia Antica e le sue adiacenze per un tratto di 16 chilometri, la valle della Caffarella (200 ettari), l’area archeologica della via Latina, l’area archeologica degli Acquedotti (240 ettari), la Tenuta di Tormarancia (220 ettari) e quella della Farnesiana (180 ettari).
Il perimetro del Parco è delimitato a nord dalla cinta delle Mura Aureliane di Roma, a ovest dalla via Ardeatina e dalla ferrovia Roma-Napoli, a est dalla via Tuscolana e dalla via Appia Nuova fino a Frattocchie, mentre a sud tocca l’abitato di S. Maria delle Mole e il Fosso delle Cornacchiole ai margini dell‘area archeologica di Tellene.
I comuni interessati dall’area del parco sono Roma, Ciampino e Marino.
Per gli amanti della geografia, le coordinate del Parco sono: - 41° 50’ 00" latitudine N - 12° 33’ 00" longitudine E.
L’altitudine massima è di 189 metri sul livello del mare a Frattocchie nella parte sud del parco.
 

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Di chi è il Parco?

Oltre l'82% del territorio del Parco è di proprietà privata, con una forte prevalenza della medio-grande proprietà appartenente alle famiglie della vecchia aristocrazia (38%), da piccole proprietà private (30%) e dagli enti religiosi (14%).
Le aree di proprietà pubblica (poco più del 17,5% del territorio calcolando anche la Tenuta di Tormarancia ad oggi, dicembre 2015, ancora in fase di passaggio tra privato e pubblico) sono più o meno equamente divise tra patrimonio dello Stato (di cui fanno parte per esempio l'Appia monumentale e le ville dei Quintili e dei Sette Bassi o Capo di Bove) e patrimonio di Roma Capitale (aree verdi pubbliche Caffarella, Tor Fiscale e Acquedotti o il Circo di Massenzio), più un 2% circa che rientra, invece, nel demanio militare. 

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Un'area protetta

Cosa si può e cosa non si può fare
Il Parco incoraggia lo svolgimento di numerose attività:

  • godimento del paesaggio e delle aree archeologiche e monumentali;
  • visite guidate;
  • passeggiate a piedi e in bicicletta;
  • birdwatching;
  • osservazione e interpretazione naturalistica;
  • azioni ricreative e sportive per il benessere della persona;
  • attività didattiche di aggregazione sociale;
  • corsi di formazione tematici;
  • ricerca scientifica;
  • innovazione tecnologica applicata alla fruizione dei beni culturali;

Nel parco sono vietate per legge:

  • eseguire nuove opere edilizie, manufatti di qualsiasi genere e aprire nuove strade;
  • aprire e sfruttare cave e miniere;
  • esercitare la caccia e la pesca, catturare o molestare gli animali;
  • raccogliere o danneggiare specie vegetali ed eseguire tagli di piante, salvo che per le zone agricole;
  • accendere fuochi all’aperto;
  • abbandonare sul terreno o nelle acque rifiuti di qualsiasi genere;
  • installare impianti pubblicitari;
  • svolgere gare sportive al di fuori delle località appositamente destinate o concesse

cosanonsipuofareFosso dell'Acqua Mariana, area degli Acquedotti. Fotografia di Arianna Napolano.

Come si può facilmente capire i vincoli e i divieti vigenti nel parco sono funzionali al progetto di conservazione e valorizzazione di un ambiente che contiene valori storici, artistici e naturalistici inestimabili. Per il Parco non si tratta soltanto di tutelare un patrimonio monumentale che il tempo, l’incuria, ma soprattutto i furti e le spoliazioni hanno fortemente minacciato.
Si tratta anche e soprattutto di impedire che uno degli angoli più belli dell‘Agro romano venga definitivamente devastato dall’abusivismo edilizio, dall’inquinamento, dalle discariche abusive, da attività economiche e produttive dannose per l’ambiente, dalla realizzazione di opere pubbliche non necessarie o inutili.
Si tratta infine di studiare e salvaguardare una biodiversità e un "tesoro" naturalistico assolutamente sorprendente per l’intera area romana.

 
Cronologia del parco
 volpe cronologia

1881
Rodolfo Lanciani "ingegnere per gli scavi" propone al Ministero della Pubblica Istruzione l’esproprio dell‘area in cui sono compresi il Ninfeo di Egeria e il Bosco Sacro, facenti parte della tenuta della Caffarella dei Torlonia.

1887
Guido Baccelli e Ruggero Bondi propongono un "giardino parco archeologico" lungo l’Appia da Roma a Brindisi.

1918
Dopo circa sette anni di lavori è consegnata al Comune la passeggiata archeologica, un grande parco tra il circo Massimo e le Terme di Caracalla.

1931
Il nuovo piano regolatore definisce l’area dell‘Appia "Grande Parco" e destina a "Zona di rispetto" una fascia di territorio compresa tra via Tuscolana e Ardeatina.

1934
L’Appia è asfaltata fino al bivio per l’aeroporto di Ciampino.

1940
Il Comune espropria il complesso della Tomba di Romolo e del Circo di Massenzio.

1949
Il piano particolareggiato numero 111 dà il via a un’alluvione di cemento che sommerge un’area compresa tra l’Appia Nuova e via Appia Pignatelli.

1950
Al quarto chilometro inizia la costruzione della pia casa S. Rosa. La benefica istituzione apre la strada alla distruzione della Regina viarum.

1951
è inaugurato il tronco di raccordo anulare che collega l’Aurelia con l’Appia, tagliando in due l’Appia Antica all’altezza del settimo miglio.

1952
Marcello Piacentini presenta uno schema di nuovo piano regolatore che prevede altre nove strade che attraversano l’Appia.

1953
Antonio Cederna denuncia il progetto della Società Generale Immobiliare che prevede la costruzione di un quartiere di alta classe tra i ruderi della Villa dei Quintili.

1954
Il Ministro della Pubblica Istruzione nomina una commissione per la stesura di un piano territoriale paesistico.

1955
Il Papa benedice la prima pietra di uno Stadio Olimpico da costruire sulle catacombe di S.Callisto. La sollevazione della stampa manda a monte il progetto.

1957
Il Mausoleo di Casal Rotondo è trasformato in villa panoramica.

1959
Il "Piano Archeologico" dell‘Architetto Moretti per la Valle della Caffarella prevede la costruzione di circa duecento edifici nell’area.

1960
Il piano paesistico sancisce l’invasione edilizia della campagna romana: destina a verde pubblico solo una striscia di terra di pochi metri ai lati della strada.

1964
In seguito alle proteste di Italia Nostra il sindaco ordina la demolizione di una villa abusiva costruita sul Castello Caetani. La villa non sarà mai demolita.

1965
Il Ministro dei Lavori Pubblici destina a Parco pubblico i 2500 ettari della campagna dell‘Appia Antica. La quarta Sezione del Consiglio di Stato definisce illegittima la destinazione a parco pubblico dell‘intera zona dell‘Appia Antica.

1972
Il Comune avvia l’esproprio di 76 ettari della Valle della Caffarella.

1977
Il Comune delibera l’esproprio subito fuori le mura di altri 110 ettari della Caffarella.

1979
Il Sindaco Argan fa propria la proposta di creare un grande Parco Archeologico nel centro di Roma. Il parco si collegherà con quello dell‘Appia Antica.

1980
Il Consiglio di Stato annulla gli atti di esproprio della Caffarella.

1984
Nasce il Comitato per il Parco della Caffarella.

1985
La Sovrintendenza Archeologica acquisisce 22 ettari tra Appia Antica e Appia Nuova attorno ai ruderi della Villa dei Quintili.

1985
Si costituisce il Comitato di difesa per il Parco degli Acquedotti.

1988
La Regione Lazio approva l’istituzione del Parco Regionale dell‘Appia Antica.

1989
I deputati Cederna e Bassanini presentano una proposta di legge per la realizzazione del Parco Archeologico dell‘area centrale, dei Fori e dell‘Appia Antica.

1992
Grazie a 13.000 firme raccolte dal Comitato per il Parco della Caffarella, il Sindaco di Roma destina 26 miliardi all’esproprio dell‘area.

1993
Antonio Cederna è nominato Presidente dell‘Azienda Consortile dell‘Appia Antica.

1994
Il Comune di Roma approva il Piano di utilizzazione del Parco della Caffarella.

1995
L’attività dell‘Azienda è paralizzata anche a causa della mancata sostituzione da parte della Regione di alcuni Consiglieri dimissionari.

1996
Il 27 agosto muore Antonio Cederna. Archeologo, giornalista, ambientalista, ha scritto oltre 140 articoli sulla vicenda dell‘Appia.

1997
Il 9 marzo centomila romani festeggiano la prima domenica a piedi sull’Appia. La regione Lazio nomina commissario dell‘Azienda l’arch. Caterina Nenni. Viene approvata, dopo un lunghissimo iter, la legge regionale sui parchi; tra questi c’è anche l’Appia Antica.

1998
E’ istituito l’Ente di Gestione del Parco dell‘Appia Antica. Il 20 aprile viene nominato il primo presidente Gaetano Benedetto e subito dopo il primo Consiglio direttivo.

Galleria fotografica: per gentile concessione di Caterina Sovani, Luigi Avantaggiato, Vincenzo Squillacioti


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