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Casale dell'ex Mulino

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L'area oggi denominata Casale dell'ex Mulino faceva parte del "Pago Triopio" di Erode Attico, influente personaggio dell'età degli Antonimi (metà II sec. d.C.). Il Pago Triopio era un vasto possedimento agricolo trasformato in una sorta di santuario e dedicato alla memoria della sua defunta moglie Annia Regilla.
Proprio qui passava un importante tracciato antico, da alcuni identificato con la via Asinaria. 
La strada, che attraversava diagonalmente la valle, dalle Mura Aureliane, dopo aver toccato la via Latina, passava nei pressi del sepolcro di Annia Regilla, incrociava l'Appia antica costeggiando il Mausoleo di Romolo, per congiungersi poi con la via Ardeatina. 
In età medievale qui era localizzata una delle cinque torri, poste a guardia dei valichi del fiume Almone. 
La torre era attigua al Sepolcro di Annia Regilla; alla metà del '500 l'impianto artigianale, che nel corso dei secoli subì varie trasformazioni, era una valca, ossia un edificio preposto al lavaggio e al pestaggio dei panni. 
Già nella carta di Eufrosino della Volpaia del 1547 la struttura compare costituita da una torre affiancata da un corpo più basso.
Successivamente la valca venne trasformata in mulino per i cereali: nel XIX secolo, alimentato da un piccolo acquedotto, era inglobato in un casale di proprietà della famiglia Torlonia e conosciuto come "Mola della Caffarella", rimasta in funzione fino al 1930.
Oggi il Casale dell'ex Mulino, è di proprietà della Fondazione Gerini, dal 2001 è stato preso in affitto dall'Ente Parco che ne ha fatto un Centro per Educazione ambientale ed attività ricreative. Il Sepolcro appartiene al patrimonio di Roma Capitale.


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Il Casale, ribattezzato Casale dell’ex Mulino, è stato inaugurato il 6 novembre 2002, in occasione della visita a Roma del Principe Carlo d’Inghilterra; all’inaugurazione hanno partecipato il Sindaco di Roma, gli assessori all’Ambiente della Regione Lazio, Marco Verbaschi e di Roma Dario Esposito.
All’inaugurazione ha fatto seguito una festa di apertura che si è svolta domenica 10 novembre e alla quale hanno partecipato centinaia di cittadini.
Il Casale è ora una struttura di servizio del Parco, in parte dedicata all’informazione e all’educazione ambientale ed in parte alla vigilanza e al controllo sul territorio.
All’interno del Casale trova posto un percorso didattico che consente di ricostruire la storia della Valle della Caffarella, il ruolo che l’acqua ha giocato nella sua evoluzione storica, e in particolare la storia del Casale trasformatosi da torre medievale a valca, per la battitura dei panni di lana, e poi a mulino per il grano.

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Il percorso è stato completato nell'ambito del POR 2007-2013 - Asse II Attività 4 - Valorizzazione delle strutture di fruizione delle aree protette.
É caratterizzata da 11 punti di sosta con testi in braille o audio:

  • Il Sepolcro di Annia Regilla
  • L'Acquedotto Ottocentesco
  • Gli uccelli canori
  • Abitanti della siepe
  • Le lucciole
  • Abitanti del canneto
  • Gli anfibi
  • Il ciclo dell'acqua
  • Gli invertebrati acquatici
  • Le libellule
  • La catena alimentare 

Le strutture sono destinate anche alle persone non vedenti: per favore aiutateci a custodirle intatte.
Il percorso è aperto al pubblico il sabato e la domenica (10.00 - 16.00 ore legale 10.00 - 18.00) esclusi i mesi di luglio, agosto e gennaio.
Scuole e gruppi possono chiederne l'apertura o prenotare visite guidate e laboratori scrivendo a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Esplora il Casale e il Sepolcro con Google Maps.

Casa del Parco Vigna Cardinali

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La Casa del Parco, Casale Vigna Cardinali, si trova nella Valle della Caffarella, è aperta al pubblico 4 giorni a settimana: dal venerdì al lunedì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 17. Gli altri giorni gli spazi sono riservati alle scuole ed altre attività di formazione e incontro delle associazioni locali. La gestione è affidata alla Humus Onlus, associazione vincitrice del Bando pubblico di concessione del servizio.
Offre servizi di prima accoglienza, servizi turistici rivolti anche al pubblico internazionale (visite guidate naturalistiche e storico archeologiche anche in lingua e nolo bici con servizio di bikesharing su prenotazione); servizio visite guidate in minicar per disabili motori e anziani; attività didattiche per le scuole e le famiglie negli spazi dedicati all'orticultura e all'approfondimento storico e naturalistico; centri estivi e l'Asilo per i piccolissimi Bosco Caffarella.
Lo spazio esterno recuperato a fatica in quattro mesi di duro lavoro (svolto dai volontari del Comitato per il Parco della Caffarella) oltre all'orto, ospita la ciclofficina e varie zone per lo svago e per la sosta.
Lo spazio interno dedicato ai servizi di prima accoglienza (informazioni, caffè, servizi) è stata arredato con materiale ecologico. Anche molti degli arredi esterni sono stati realizzati artigianalmente con materiale di recupero e sono stati montati 3 punti luce ad energia solare.
La Casa del Parco si trova a pochi meteri dall'ingresso di Largo Tacchi Venturi ed è facilmente raggiungibile con la Metro A Fermata Colli Albani - Appia Antica.
Dalla Casa del Parco si raggiungono facilmente le Tombe Latine, Tor Fiscale e l'Appia Antica, un luogo ideale quindi per conoscere e approfondire la straordinaria realtà della valle della Caffarella o progettare la propria visita al Parco Regionale.

Esplora la Casa del Parco con Google Maps.

Info servizi e accoglienza: 
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www.casaparcocaffarella.it
https://www.facebook.com/casadelparco.caffarella 

Tel. (+39) 366 9852219 per nolo bici 347 8424087

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Il Casale Vigna Cardinali è una tipica struttura di architettura rurale tradizionale della Campagna Romana, nel Piano Territoriale Paesistico 15/12 è inserito nell'ambito dei "beni di interesse storico monumentale di età medievale e moderna di notevole consistenza e/o stato di conservazione e valore paesaggistico".
La struttura è presente nel Catasto Gregoriano del 1817-18 (mappa 161, part. 298) come "casa con corte ad uso della vigna".
Negli anni intorno al 1870 la vigna era di proprietà del Principe Alessandro Torlonia, figlio del duca don Giovanni Torlonia, che aveva acquistato la Tenuta della Caffarella nel 1816 dai Pallavicini.
Alla fine dell'800 il Casale Cardinali faceva parte dell'omonina Riserva, una delle porzioni in cui era stata suddivisa la tenuta della Caffarella. La descrizione della struttura si ricava dalla Perizia della Tenuta Caffarella del 1905 presente nell'Archivio dell'Amministrazione Torlonia: "Casale Cardinali copre un'area di 134 metri e si compone di una casa a due piani, ai cui lati sono addossati due ambienti terreni.
L'ambiente a nord ad uso di tinello capace di quattro botti, ha il pavimento a terreno e la copertura a tetto, l'ambiente a sud è selciato e coperto come l'altro e serve ad uso di stalla capace di quattro capi. Mediante scala esterna si accede prima ad un ambiente del fabbricato centrale ad uso di magazzino, con pavimento selciato e coperto a solaro, e poi a due ambienti superiori abitabili, mattonati e coperti a tetto.
Questo fabbricato è munito dei necessari infissi e trovasi in stato poco lodevole."
Negli anni '30 del '900 il Casale fu oggetto di un intervento di restauro ed ampliamento ad opera dei Torlonia (Archivio Torlonia, Busta 220, Fasc. 127,5). A quella fase appartengono probabilmente le aperture ad arco successivamente chiuse con finestre rettangolari.
Dal 9/6/1939 passò a don Carlo Torlonia e dal 13/6/1950 al Marchese Alessandro Gerini e alla marchesa Liliana Poli vedova Gerini, che in quello stesso anno costituirono la "T.E.T.A.", Società per azioni Terreni Edilizi Terreni Agrari.
Manufatto storicamente legato alla conduzione agricola, alle attività produttive e di servizio del territorio, è espressione del paesaggio agrario post-unitario, caratterizzato da un'intensa azione di colonizzazione del territorio.


Casale delle Vignacce

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L’area in cui ci troviamo, situata tra la via Appia all’altezza del III-IV miglio e la via Ardeatina, dall’età augustea alla tarda età imperiale, fu interessata da forme diverse di insediamento. Ancora oggi emergono tracce significative di dimore rustiche e residenziali con relativi impianti di servizio e aree sepolcrali.
Nella cartografia storica il territorio dell’attuale tenuta delle Vignacce fa parte delle “Vigne di Capo di Bove”, confinante con le antiche tenute di Capo di Bove e di Tor Carbone, già proprietà della famiglia Torlonia.
In particolare il Casale delle Vignacce compare nella Mappa 161 (Vigne fuori delle Porte S. Sebastiano e S. Giovanni) del Catasto Gregoriano (1820-1837) alla particella 600 con la definizione di “casa con corte ad uso della vigna”, di proprietà dei Padri Domenicani di S. Maria Sopra Minerva.
Ben visibile ai confini attuali della tenuta, guardando in fondo a destra, il complesso archeologico di “Zampa di Bove”: castelletto del XIII secolo che riutilizza strutture romane - una villa con vani ipogei, sistema di sostruzioni e un ninfeo tuttora visibili - fornito di una torre di avvistamento tra via Appia e via Ardeatina, collegato alla più vasta fortificazione del Castrum Caetani, fino all’età rinascimentale.
Molte anche le testimonianze di una fitta rete di percorsi secondari funzionali ai diversi insediamenti residenziali e agricoli e di collegamento tra le due consolari, incentrata sulla “Antica via di Tor Carbone”.
Dal 2005 la tenuta e il Casale delle Vignacce sono di proprietà del Parco Regionale dell’Appia Antica che ne ha curato la sistemazione paesaggistica e il recupero architettonico. 

Biblioteca "Fabrizio Giucca"

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I due grandi settori di interesse della biblioteca sono l'Archeologia e i Beni Culturali da una parte, l'Ambiente, la Natura e le Aree Protette dall'altra, con particolare riferimento al territorio del Parco dell'Appia antica. Altra tematica affrontata è quella dell' Educazione Ambientale e una sezione è riservata alle pubblicazioni per ragazzi. La biblioteca è aperta al pubblico il giovedì dalle ore 9,30 alle ore 13,30 previo appuntamento con la dott.ssa Caterina Rossetti (06.5126314 o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).
È possibile trovare libri, sia di recente pubblicazione, che rari e di antiquariato, riviste, opuscoli, articoli in fotocopia da riviste scientifiche, depliant, carte, compact disk e videocassette. Il materiale è organizzato in un archivio informatizzato, che sarà prossimamente consultabile anche on-line.
È consentito realizzare personalmente e gratuitamente fotocopie dei libri e degli articoli raccolti nella biblioteca, nei limiti stabiliti dalla normativa sulla fotoriproduzione. La periodica ricerca bibliografica effettuata presso le Biblioteche specialistiche di Archeologia e Storia dell'Arte consente di predisporre l'acquisto di volumi di recente pubblicazione e, insieme, di aggiornare la raccolta di articoli in fotocopia dalle principali riviste scientifiche sui temi riguardanti il territorio del Parco.
L'aggiornamento sulle tematiche naturalistiche e ambientali avviene anche attraverso regolari donazioni da parte della Regione Lazio e del Ministero dell'Ambiente.
Il 27 gennaio 2015 la Biblioteca di Cartiera Latina è stata intitolata a Fabrizio Giucca. Fabrizio da Guardiaparco e naturalista ha partecipato alla redazione del Piano del Parco dell'Appia Antica.
Esplora la nostra biblioteca con Google Maps.

Centro Servizi Appia Antica

Il Centro Servizi Appia Antica si trova in Via Appia Antica, 58/60, è aperto al pubblico tutto l’anno dalle 9,30 al tramonto ad eccezione del 25 dicembre e 1 gennaio.
La gestione è affidata alla EcoBike S.r.l., società vincitrice del bando pubblico di concessione del servizio.
Offre servizi di accoglienza turistica, nolo bici per adulti, bambini, seggiolini, bici elettriche e tandem e servizio di bikesharing disponibile su prenotazione; visite guidate (a piedi, in bici e su minicar elettrica) di carattere naturalistico e storico-archeologico anche in lingua straniera.
Il Centro Servizi Appia Antica, un tempo antico forno con vendita al minuto di generi alimentari, sorge in quello che è storicamente conosciuto come “Borghetto Quo Vadis”.
Il “Borghetto Quo Vadis” aveva come fulcro la Chiesa del “Domine Quo Vadis?” intorno alla quale si svolgevano diverse attività commerciali: adiacente al forno sorgeva un bar (tuttora in attività), il ristorante era un tempo mescita di vino e accanto a quest’ultimo un benzinaio con vendita di vernici fino agli anni sessanta.
Nel casale costruito a ridosso del Sepolcro di Priscilla vi era lo studio di un medico condotto che svolgeva anche attività di veterinario.
In quest’area erano inoltre presenti numerosi magazzini e centri di raccolta di stoffe e carta per la Cartiera Latina.

Info servizi e accoglienza:
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w: www.infopointappia.it
whatsapp 128 WhatsApp (+39) 392 669 6393
Tel. (+39) 06.5135316

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Casali di Tor Fiscale

Casale Museo                 casale ristoro di lato light


Queste due tipiche strutture agricole dell'agro romano, recuperate grazie ad un progetto pubblico di utilità sociale che ha visto coinvolti direttamente i cittadini, sorgono in un'area ricca di storia. Questa fu un’area utilizzata per l’edificazione delle ville di famiglie romane molto ricche, che nel suburbio di Roma, possedevano campagne e appezzamenti molto vasti. La vicinanza della Via Latina permetteva un'agevole comunicazione e favoriva quelle attività tipiche dei siti prossimi ai grandi centri: locande, stazioni di posta, fattorie. Anche la presenza degli acquedotti garantiva la disponibilità di acqua per i vari usi: potabile, per alimentare le terme, per irrigazione; tutto ciò concorreva a rendere quest’area fittamente edificata. Ciò è stato confermato dai resti archeologici, sia quelli visibili che quelli rinvenuti nel corso di scavi effettuati nell’area nel corso degli anni in varie occasioni (posa in opera di condutture di servizi, indagini archeologiche preliminari per il raddoppio della linea ferroviaria Roma-Napoli, ecc.).
Nel Casale Museo sono visitabili una sala ipogea di epoca romana, un ambiente rurale (stalla) adibito a spazio espositivo temporaneo. Durante i lavori di recupero e ristrutturazione del sito, anche nel livello inferiore del Casale del Fiscale (adibito a ristoro) sono venuti alla luce i resti di una villa romana di epoca imperiale con annesso un impianto termale; parte di queste testimonianze sono state lasciate in vista per essere ammirate dai visitatori; il resto dell’impianto, data la vastità, è stato ricoperto in attesa di opportuni finanziamenti.
Il Casale Museo ospita il Punto Informativo del Parco e lo spazio didattico-ludico-ricreativo GiocartèLab.
Il Casale del Fiscale e adibito a ristoro e ospita eventi pubblici e privati.

Esplora il Punto Informativo
Esplora il Ristoro del Fiscale

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