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Riqualificazione ambientale
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volpe progetti
Qui di seguito è possibile consultare le schede dei progetti realizzati, avviati e in corso di progettazione, dal 1998 ad oggi. In ogni scheda sono indicati l'investimento e lo stato di attuazione.

Riqualificazione ambientale e paesaggistica

RECUPERO DELL’ACQUEDOTTO FELICE PER L’ALIMENTAZIONE DEL LAGHETTO E DEL CANALE STORICO DELL’ACQUA MARIANA, RECUPERO NATURALISTICO E SISTEMAZIONE PAESAGGISTICA


FONTE DI FINANZIAMENTO: APQ7,5° Accordo integrativo dell’accordo di Programma Quadro "Aree sensibili: Parchi e Riserve" 
INVESTIMENTO: € 400.000
STATO ATTUAZIONE: Realizzato

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Lo sgombero degli orti abusivi (agosto del 2007) è stato il primo atto di una strategia punta ad arrestare ed invertire la tendenza al degrado del Parco degli acquedotti. Allo sgombero, che ha bonificato un' area di circa 4 ettari, è seguito un intervento di sistemazione ambientale e paesaggistica. Accanto a questo è forte l’esigenza, sentita dai gestori come dai fruitori del Parco, al ripristino del flusso del canale dell’Acqua Mariana e del laghetto artificiale nei pressi del casale di Roma Vecchia, che rappresenta il più importante punto di partenza alla fruizione, locale e turistica, dell’area. 

La riqualificazione dell’area è stata configurata su diversi livelli, e ha previsto le seguenti aree di intervento:

1) Area nei pressi del Casale di Roma Vecchia. Riqualificazione del laghetto artificiale nei pressi del casale.
E' stato realizzato il rifacimento completo del fondo e degli argini del laghetto e dei due brevi canaletti immissario (dall’Acquedotto Felice) ed emissario (al canale dell’Acqua Mariana che gira intorto al casale); 

2) Area del fosso di connessione al Fosso del Calicetto. Il fosso è un ramo laterale del canale dell’Acqua Mariana, dagli anni cinquanta divenuto, con la chiusura del canale a valle verso Tor fiscale, la connessione dell’Acqua Mariana con il fosso dell’Almone. E' stato bonificato fino all’Acquedotto Claudio per un tratto di circa 200 metri, con un intervento di risagomatura nel primo tratto nei pressi della "Torre su cisterna" e di messa in sicurezza per alcuni tratti nei pressi dei principali percorsi di fruizione.


3) Area degli orti. Questa area si estende dal casale di Roma Vecchia sino alla ferrovia Roma-Cassino per una lunghezza di circa 1100 metri ed una superficie di circa 4 ettari. Essa percorre il tracciato del canale storico dell’Acqua Mariana, verso Porta Furba, rpima dei lavori non era più distinguibile se non per una discontinuità morfologica che fa del tratto in questione una terrazza sulla campagna. In questa è stato realizzato il recupero paesaggistico attraverso la messa a dimora di specie vegetali ed interventi di addolcimento delle pendenze, nel rispetto della percezione delle visuali sulla campagna circostante e con l’ottica di valorizzare i manufatti presenti come testimonianza dall’antico tracciato del canale dell’Acqua Mariana.


INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE E DI SOSTEGNO ALLA RINATURAZIONE NEL FIUME ALMONE E NEI FOSSI ED AREE UMIDE ALIMENTATI DA SORGENTI LOCALI, NELLA VALLE DELLA CAFFARELLA

FONTE DI FINANZIAMENTO: APQ7,5° Accordo integrativo dell’accordo di Programma Quadro "Aree sensibili: Parchi e Riserve"
INVESTIMENTO: € 200.000
STATO ATTUAZIONE: Progettazione in corso

progetti umida

L’obiettivo generale è tutelare, recuperare e conservare per fini ambientali, culturali, scientifici, formativi e turistici gli habitat naturalistici e il paesaggio culturale, i siti e i beni connessi con la storia del sistema idrico della Valle della Caffarella. Si intende riqualificare un’area attualmente degradata da anni di forte pressione antropica.
Per far questo si è scelto di operare due diverse strategie: - Valorizzare le sorgenti locali, riconnessione di esse alla rete di fossi ed aree umide esistenti, al fine di accrescerne le potenzialità ecologiche. - Favorire i processi di naturazione delle sponde del fiume Almone in un tratto in cui la presenza infestante di canneto ad Arundo donax, si intervalla a tratti in cui è già presente vegetazione ripariale a maggiore naturalità.
L’esigenza ecologica è quella di innescare, in aree umide ed in sistemi ripariali associati, processi che creino le condizioni per l’evoluzione dell’habitat secondo linee naturali in assenza di ulteriori interventi umani, per l’instaurarsi di catene trofiche di maggior complessità e specie di interesse naturalistico. Per ottenere questo risultato saranno attuati interventi sulle sponde e piantumazioni dove oggi nuclei ad Arundo donax si intervallano a tratti con vegetazione ripariale a maggiore naturalità. Si intende avviare fitocenosi di nuova formazione in continuità con quelle già presenti in modo di innescare l’evoluzione naturale nella direzione di un aumento di biodiversità e potenziale ecologico.
In tutta l’area verrà favorita la formazione di habitat legati alle aree umide, con specie ripariali ed elofitiche. Nella Marrana Destra della Caffarella s’intende realizzare un fossetto, a sezione irregolare ed andamento sinuoso, in grado di convogliare l’acqua di un sistema di sorgenti ed affioramenti, situata al piede di un plateau tufaceo sulla destra idrografica del fiume Almone, verso l’origine della marrana destra, ubicata a circa 300 m verso valle.
Il regime perenne della risorgiva e la buona qualità delle sue acque costituiscono elementi favorevoli ad un intervento di riqualificazione del sito e di potenziamento del sistema umido situato a valle.


LA VIA APPIA ANTICA NEL TRATTO EXTRAURBANO.
Interventi di riqualificazione della strada rurale al fine di migliorare la connessione e promuovere la fruizione delle realtà agricole esistenti e stralcio progettuale riguardante il ripristino dell’attraversamento del fosso del Cipollaro – Fiorano – Cornacchiole, all’intersezione di via Appia Antica, nel comune di Ciampino.

Fonte finanziamento: Atto aggiuntivo all’APQ7 “Aree sensibili: parchi e riserve” V a.i., int. n. 85.
Finanziamento complessivo: € 150.000,00
Stato di attuazione: realizzato

Il territorio del Parco interessa, oltre al Comune di Roma, anche Ciampino (72 ha ca) e Marino (49 ha ca). Alcune di queste aree pubbliche sono state affidate nel tempo all’Ente Parco Regionale dell’Appia Antica, come l’area archeologica della Via Appia Antica, dal limite territoriale del Comune di Roma, fino a Via della Repubblica a Marino. L’area in questione è di proprietà demaniale (Ministero per i Beni e le attività Culturali) gestita attraverso la Soprintendenza Archeologica del Lazio. La situazione di queste aree in passato era alquanto degradata, con abbandono della manutenzione e del presidio del territorio. Quest’ultimo è stato abusato, con discariche di rifiuti e materiali impropri, insediamenti non autorizzati, decadimento.
L’Ente Parco attraverso continue e mirate azioni, negli ultimi anni ha avviato numerose azioni di recupero, con bonifiche vegetazionale e dai rifiuti, eliminazione di usi impropri, sgombero, etc. Il recupero su cui spesso si è intervenuti in questi ambiti territoriali ha consentito frequentemente alla comunità di riappropriarsi di spazi di grande pregio e di alto valore paesaggistico. Attualmente alcune criticità si presentano sul territorio in esame, come l’incuria, la scarsa sicurezza dei luoghi e le attività illecite che talvolta vi si svolgono, la poca manutenzione di vegetazione, fondo, monumenti, scavi ed aree archeologiche, l’interruzione fisica della strada per la presenza di passaggio stradale, barriere in pietra e fosso, la difficile praticabilità dei luoghi, dissesto, la difficoltà per la circolazione ciclopedonale ma anche per i piccoli mezzi addetti ad attività di pulizia e manutenzione. Questo produce interruzione dei flussi antropici di fruizione e la scarsa possibilità di percorrenza, che limitano opportunità per le aziende agricole.
L’Ente Parco negli anni si è fatto carico di migliorare l’aspetto ambientale e paesaggistico di vaste porzioni del territorio di competenza. Il risanamento di queste zone ha interessato in alcuni casi l’aspetto ambientale, mentre in altri è prevalso quello estetico e paesaggistico, in altri quello agricolo e rurale. In genere sempre passando attraverso una bonifica e progressiva rimozione degli elementi estranei e perturbatori, frequentemente di origine antropica, che negli anni lo hanno banalizzato e degradato; molti gli interventi di scavo e di recupero archeologico Tale situazione, unitamente alla necessaria tutela attuata con criteri statici, nel tempo ha portato alla perdita del carattere rurale dell’area e di connessione viaria tra le realtà agricole locali; ne ha conseguito una perdita di potenziale opportunità per le aziende e per gli sviluppi multifunzionali delle stesse.
Le azioni di tutela, conservazione e miglioramento iniziate e proseguite dall’Ente Parco in questi ultimi anni, in collaborazione con l’ente proprietario e gestore Ministero per i Beni e delle Attività Culturali - Soprintendenza Archeologica del Lazio, anche attraverso un’apposita convenzione Le aree oggetto di intervento costituiscono, oltre che un’area di grande valenza archeologica e monumentale, anche un compendio rurale.
La valorizzazione degli aspetti ambientali, paesaggistici, di fruibilità e di conservazione del Parco, contestualmente alle aziende agricole, diviene uno degli strumenti utili al mantenimento dell’agroambiente locale in efficiente stato di vitale e dinamica conservazione.
Questi sono “vantaggi ombra”, seppur difficilmente quantificabili, ma che hanno grande significato. In particolare, appare evidente l'esigenza di promuovere un utilizzo del territorio agricolo diverso da quello propriamente e solamente produttivo, attraverso interventi che da una parte facilitino la fruizione turistica dei luoghi e dall'altra facilitino anche le attività agricole. Questi interventi sul territorio contribuiscono sia alla promozione ed alla corretta attivazione di forme di fruizione turistica, sia al migliore svolgimento delle attività agricole, consentendo gli spostamenti sul territorio nel modo più rapido e sicuro. Da sottolineare la natura strategica di queste azioni di miglioramento delle dotazioni strutturali del parco, che dovrebbero essere indirizzati prioritariamente la progettazione e gli interventi finanziari finalizzati alla valorizzazione e sviluppo del territorio.
Storicamente la Via Appia Antica è stata in questo tratto, ma anche in quello più prossimo alla città in tempi meno recenti, una strada non solo di enorme valenza storico-archeologico-monumentale giustamente tutelata dai numerosi vincoli esistenti, ma anche una strada con caratteristiche di spiccata ruralità che connetteva le grandi tenute agricole della zona, in parte ancora conservate, ma in gran parte frammentate o perse a seguito dello sviluppo urbano.
Questa caratteristica si è persa nel tempo e anche le aziende agricole hanno affidato alla viabilità ordinaria o a quella rurale di minor importanza quel ruolo importante che avevano le strade in ambiente agricolo: non solo infrastruttura per il trasporti mezzi, merci, bestiame, ma anche per la circolazione di uomini. Questa valenza, dopo la chiusura totale al traffico veicolare del tratto stradale nei comuni di Ciampino e Marino vincolato ad area archeologica, si è naturalmente accentuato, come era prevedibile ed anche giusto. Gli interventi progettuali Il ripristino di questa viabilità rurale rappresenta anche un’opportunità di fruizione ciclo-pedonale da parte di cittadini e turisti che in tal modo avrebbero la possibilità di utilizzare un territorio rurale con aziende agricole produttive che potrebbero promuovere i loro prodotti e trovare in questi nuovi canali una ulteriore fonte di reddito. Premessa fondamentale per la realizzazione delle finalità di più lungo respiro che ci si propone con il presente progetto è la convinzione che gli interventi di ripristino e miglioramento della strada rurale, ne rendano possibile primariamente la manutenzione ordinaria, senza la quale non vi sarà durevolezza dei benefici attesi.
A questi interventi potranno essere affiancati anche quelli di potenziamento della sentieristica ad esempio ad uso escursionistico, con la realizzazione o il miglioramento di brevi tracciati ad esclusivo uso pedonale e ciclabile (sentieri attrezzati). Ecco dunque che una importante realtà di rilievo internazionale, come il compendio archeologico dell’Appia Antica, già inserito nei principali canali di comunicazione e di promozione, può essere il vettore per la conoscenza e la promozione di una delle parti più dinamiche e vitali dell’agricoltura nel Parco Regionale. Un territorio dunque non soltanto da vincolare, ma anche da tutelare attraverso il mantenimento di un flusso antropico vitale per esso e per le realtà produttive limitrofe, primariamente agricole. Un’area dunque dove non è possibile scindere i valori storico-archeologico-monumentali, paesaggistici, ambientali da quelli legati al mondo agricolo e rurale, proprio perché l’azione dell’uomo agricoltore che ha gestito, modellato, utilizzato l’ambiente circostante ha contribuito a creare quello che oggi è un importante e complesso compendio che offre grandi opportunità, qualora riqualificato, reso unitario, riconnesso, promosso, migliorato, riqualificato, a tutti coloro che vi vivono o vi svolgono attività, primariamente agli operatori agricoli locali e limitrofi. Per ottenere ciò occorrono una serie di interventi che vengono di seguito sommariamente.
Opere di manutenzione straordinaria del verde.
Risistemazione e riqualificazione della strada rurale e del tracciato storico-archeologico. Ripristino attraversamento del Fosso. Il tempo di realizzazione dell’intero intervento progettuale è previsto in 6 mesi. Gli interventi programmati, intendono facilitare le comunicazioni sensu lato e promuovere il flusso umano (turistico, di cittadini e residenti) in un’area che è al contempo ricca di valori culturali ma che è anche un’area agricola e come tale presenta le caratteristiche tipiche. Il paesaggio rurale che essa attraversa e di cui è parte, sebbene in parte degradato, antropizzato ed urbanizzato, è ancora in parte riconoscibile. Questo rappresenta la sfida e la condizione favorevole che il progetto vuole innescare ed offrire a beneficio delle aziende agricole, con un circolo virtuoso che, in base alle capacità dei singoli imprenditori agricoli, potrà sfruttare le opportunità offerte oggi alle imprese agricole, anche differenziandosi ed essendo multifunzionali (D.Lgs. 228/01 "Legge di orientamento e modernizzazione del settore agricolo"). A tale proposito è utile richiamare le possibilità che la legislazione offre oggi alle imprese, in termini di possibilità di diversificazione del proprio reddito e riconoscendo loro un ruolo sul territorio che le vede coinvolte in prima persona nella tutela e conservazione, nel presidio, nella conoscenza, nella promozione e nell’offerta di prodotti e servizi, nell’ospitalità, nella fruizione. Il territorio in esame da questo punto di vista pone le basi potenziali per queste sfide.


INTERVENTI ED INFRASTRUTTURE PER LA SICUREZZA, IL DECORO E LA FRUIZIONE DEL PARCO REGIONALE DELL’APPIA ANTICA

FONTE DI FINANZIAMENTO: Patto Roma Sicura 2009-2010
INVESTIMENTO: € 200.000 c.a.
STATO ATTUAZIONE: In corso di realizzazione

La proposta di intervento per la sicurezza, il decoro e la fruizione dell’area della Caffarella prevede un insieme di interventi puntuali e lineari per l’accesso controllato dell’area e la chiusura con recinzioni lungo il perimetro, nei tratti aperti o con recinzioni inadeguate, a completamento delle recinzioni e dei varchi controllati già presenti. Gli interventi definiti nel progetto definitivo sono stati integrati a seguito della Conferenza dei Servizi e delle indicazioni della Amministrazione, volte a recepire quanto richiesto dalle Amministrazioni interessate, comunicate con trasmissione del verbale in data 14/09/2009 relativo all’esito suddetta Conferenza del 24.06.2009 e con incontri e sopralluoghi. Si è pertanto proceduto a predisporre un progetto che nel complesso utilizzasse due tipi di recinzione: recinzione tipo palatina, con cancelli pedonali e carrabili, lungo le strade, in particolare dove si sono riscontrati tratti esistenti da integrare; recinzioni in pali di castagno e rete zincata a maglia romboidale lungo le strade, con la realizzazione delle recinzioni ad una distanza della sede stradale di circa 1.5 metri, o lungo il marciapiede, e all’interno del parco, dove è necessario mantenere un impatto visivo minimo e nel rispetto dell’immagine dei luoghi.
Gli interventi individuati sono i seguenti:
1) VIA BITINIA. Realizzazione di un cancello in ferro carrabile a chiusura del tracciato lungo la ferrovia;
2) VIA CENTURIPE. Sostituzione della recinzione esistente, composta da muretti in tufo con sovrastante rete metallica e accesso pedonale non gestito. L’intervento consiste nella realizzazione di una cancellata tipo palatina su muretti in tufo sagomati per accogliere le alberature esistenti e la realizzazione di un accesso pedonale, conformato per il superamento del dislivello attuale, con cancello; l’area di accesso presenta una pavimentazione in cubetti di selce e lastre di travertino;
3) VIA DELLA CAFFARELLETTA. Realizzazione di 34 metri di recinzione tipo palatina su muretto di sostegno della scarpata esistente in sostituzione della recinzione in pali di castagno e rete metallica. La recinzione prevista si attaccherà alla recinzione, sempre tipo palatina, esistente a lato dell’intervento;
4) VIA DE BILDT. Realizzazione di recinzione doppia in pali di castagno e rete metallica zincata a maglia romboidale per 186 metri. La recinzione sarà realizzata in continuità, da un lato, alla recinzione esistente del tipo palatina, e, dall’altro lato, alla recinzione privata alla fine della strada.
5) PARCO DELLA CAFFARELLA INTERNO VIA LATINA. Realizzazione di un cancello in legno e rete metallica, carrabile, della lunghezza di circa 4 metri;
6) PARCO DELLA CAFFARELLA INTERNO VIA LATINA. Realizzazione di una recinzione composta da pali di castagno e rete zincata a maglia romboidale per uno sviluppo di circa 750 metri. Tale recinzione inizia dal cancello di cui al punto 5) e prosegue fino alla recinzione in maglia di ferro dei ruderi presenti su via Latina angolo via Cipolla a chiusura della proprietà pubblica. La recinzione si sviluppa lungo i sentieri esistenti e segue l’orografia del terreno in modo da delimitare le aree maggiormente rischiose per la popolazione;
7) SCUOLA MEDIA SU VIA LATINA. Integrazione della recinzione metallica esistente. L’attuale recinzione insiste su muretti in tufo. La recinzione nuova sarà più alta di circa 1 metro e sarà realizzata saldando alla recinzione attuale dei pannelli metallici uguali a quelli esistenti. L’intervento è di 161 metri di lunghezza;
8) VIA DELL’ALMONE. Sostituzione dell’attuale cancello fatiscente, in legno e rete metallica, con cancello pedonale e carrabile, in ferro zincato. Su entrambi i lati la recinzione prosegue con rete metallica supportata da pali in castagno (vedi intervento 9) o pali in ferro (esistente);
9) VIA DELL’ALMONE VIA APPIA PIGNATELLI. Realizzazione di recinzione in pali di castagno e rete zincata a maglia romboidale, previo decespugliamento parziale sul lato interno della particella di proprietà pubblica lungo la via (con un distacco dalla corsia carrabile di 1.5 ml circa). L’intervento è di circa 590 metri;
10) VIA APPIA PIGNATELLI. Realizzazione di recinzione tipo palatina per circa 18 metri a chiudere il varco presente tra la proprietà Boccianti e la recinzione, sempre tipo palatina, esistente lungo la via;
11) VIA APPIA PIGNATELLI. Realizzazione di recinzione in pali di castagno e rete zincata a maglia romboidale, previo decespugliamento parziale sul lato interno della particella di proprietà pubblica lungo la via (con un distacco dalla corsia carrabile di 2.5 ml circa). L’intervento è di circa 380 metri;
12) VICOLO DI S. URBANO. Realizzazione di una recinzione tipo palatina ancorata sui muri esistenti (di recente realizzazione), con cancello pedonale indipendente, a rafforzare il percorso pedonale esistente. La recinzione prosegue lungo il percorso pedonale precedentemente realizzato, parallelo a via Appia Pignatelli, per una lunghezza complessiva di circa 30 metri;
13) VICOLO DELLA CAFFARELLA. Realizzazione di recinzione in pali di castagno e rete zincata a maglia romboidale, contigua alla staccionata esistente. La recinzione di nuova realizzazione, che ha una lunghezza complessiva di circa 125 metri. Si prevede anche il decespugliamento dell’area antistante.




Recupero e valorizzazione patrimonio storico ed edilizio


MANUTENZIONE STRAORDINARIA E RISANAMENTO CONSERVATIVO DEL CASALE DELL’EX MULINO

FONTI DI FINANZIAMENTO: Regione Lazio
INVESTIMENTO: € 210.000
STATO DI ATTUAZIONE: Realizzato

Ex Mulino, disabitato a livello terreno da più di 40 anni, abitato a livello superiore da un privato, fino al 1998. Il fabbricato rientra nel Piano di Utilizzazione della Caffarella, con la destinazione d’uso di punto informativo. Di proprietà della Fondazione Gerini è dal 2001 in locazione all’Ente Parco. L’edificio è situato sul fondovalle della Caffarella, attiguo al Sepolcro d’Annia Regilla, era inserito in epoca medioevale nel sistema strategico delle torri di avvistamento della via Appia e in prossimità dei snodi più importanti nell’area della Caffarella.
La Torre fu inglobata dal mulino, che nel corso dei secoli ha subito varie trasformazioni. I sondaggi archeologici, eseguiti con la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologica di Roma, all’interno del Casale hanno permesso di ricostruire in maniera piuttosto precisa le vicende costruttive del fabbricato, a partire dall’epoca attuale fino a risalire alla metà del ’500.
Per le età precedenti si sono recuperate solo alcune informazioni frammentarie; le evidenze più antiche sono infatti documentate da alcune strutture in opera laterizia, rinvenute nei locali sotterranei dell’edificio, pertinenti probabilmente ad epoca romana. all’interno di una valca esistente in questa area già intorno alla metà del ’500; in base al disegno di "Eufrosino della Volpaia" risalente proprio a quella data, la valca, ossia l’edificio preposto al lavaggio e al pestaggio dei panni, doveva essere costituita da un corpo a torre affiancato da un corpo più basso. In occasione della peste a Roma del 1656 la struttura in esame venne probabilmente modificata nell’assetto planimetrico, ma non nell’aspetto volumetrico, giacché su una delle riproduzioni di quegli anni l’immagine del fabbricato rimane quella descritta per il secolo precedente; nei sondaggi di scavo sono state riportate alla luce le strutture pertinenti a questo edificio, perfettamente corrispondenti al disegno prodotto dal Guastaldo intorno alla metà del 1600.
Da un editto del 1770 si evince che la valca non sfruttasse direttamente l’acqua della marrana principale ma si serviva di canali secondari. Nel 1870 fu costruito un canale artificiale che conduceva all’edificio. Nei primi del novecento la valca fu trasformata in mulino che cessa definitivamente la sua attività nel 1930.
Il Casale è stato restaurato ed è diventato oltre a punto informativo, un centro di educazione ambientale, la stanza che racchiudeva l’antica torre, e i resti della valca cinquecentesca, emersi dagli scavi, è rimasta intatta e visitabile.


FONTE FINANZIAMENTO: progetto Regionale di cui alla D.G.R. N.1250 del 13/09/2002, per utilizzazione dei lavoratori già impegnati nel Cantiere scuola lavoro promosso dall’Ente Parco Regionale dell’Appia Antica
INVESTIMENTO: 150.000 Euro
STATO DI ATTUAZIONE: Realizzato

Il Parco ha collaborato all’intervento di recupero e valorizzazione dell’area archeologica del Sepolcro di Priscilla avviato dalla Sovrintendenza comunale. La prima parte del progetto si è conclusa a dicembre del 2003 con l’apertura al pubblico del Sepolcro ed è stata finalizzato a fermare il degrado delle strutture e rendere fruibile il monumento. La seconda fase dei lavori (in fase di ultimazione) ha previsto invece la riapertura della cella sepolcrale e il recupero della caciara realizzata all’interno dello stesso sepolcro in epoca moderna. Si è deciso di intervenire con azioni poco invasive. Grande attenzione è stata fatta nella scelta dei materiali sia per quanto riguarda i criteri di compatibilità, sia per ottenere il miglior effetto visivo e allo stesso tempo il miglior risultato tecnico. Recuperato il livello pavimentale antico, sono state ripulite le pareti interne riportando alla luce i blocchetti di tufo originari.
Per rendere fruibile al pubblico il sepolcro si è reso necessario mettere in sicurezza la torre medioevale che insiste su di esso. Un lavoro che consente, oggi, di poter godere del monumento nella sua interezza; una passerella permette di accedere alla parte centrale (tamburo interno) dove è possibile riconoscere il retro delle nicchie che contenevano in origine le statue dedicate a Priscilla.
Si è scelto di intervenire con la minima quantità di azioni invasive, la scelta dei materiali usati per il restauro è stata vagliata con criteri di compatibilità sotto il profilo della resa visibile sia sotto il profilo ben più sostanziale della compatibilità chimico fisica. E’ prevista la rimozione delle superfetazioni moderne.
Nella prima fase esecutiva dell’intervento si è proceduto con lo sfalcio di tutte le essenze erbacee; un trattamento di bonifica della superficie murarie dalla vegetazione infestante, muschi, apparato radicale di piante infestanti con rimozione manuale e con l’ausilio dell’azione chimica, per gli ailanti e l’edera, si effettuato l’abbattimento. 
Sono stati rimossi degli accumuli di terreno che insistevono ai piedi delle murature romane oggetto dell’intervento, per il recupero del livello pavimentale antico e per mettere in luce il paramento in opus reticulatum ed appurarne il suo stato di conservazione. 
E’ stato demolito un bagno con copertura in eternit ,che insisteva sul monumento. 
Tutti i materiali trovati nel terreno sono stati recuperati, i blocchetti di tufo per la reintegrazione del paramento murario, e gli altri inerti sono stati riutilizzati per ricostituzione del nucleo cementizio.

RECUPERO E APERTURA LA PUBBLICO SEPOLCRO DI PRISCILLA - FASE 2 RECUPERO CELLA E RICOSTRUZIONE CACIARA
FONTE FINANZIAMENTO: fondi propri Ente
INVESTIMENTO: 10.000
STATO DI ATTUAZIONE: Realizzato

Il casale che attualmente nasconde l’ingresso del Sepolcro è stato costruito intorno ai primi del Novecento inglobando due precedenti costruzioni. Dal suo piano seminterrato si accede al corridoio antico, coperto da una volta a botte, che immette nella cella funeraria. Questa aveva le pareti rivestite di travertino, come testimoniano alcuni blocchi residui ed è coperta da una volta a botte al centro della quale un’apertura permette l’illuminazione e l’areazione del locale. L’interno del Sepolcro è stato usato fino agli anni ’60 come "caciara", ovvero come locale per la stagionatura dei formaggi che venivano collocati su scaffalature lignee che si addossavano alle strutture antiche e occupavano il piano seminterrato del casale All’interno della cella e del corridoio del sepolcro e di tutto il seminterrato sono state costruite anche delle "pedane" in mattoni pieni che fungevano da base alle strutture lignee della "caciara" e tutte le pareti sono state coperte di calce. Inoltre gli ambienti erano serviti da un impianto di areazione. Si trattava, quindi, di una caciara di grandi dimensioni che ospitava anche il formaggio di altri pastori della zona. Nel solaio del piano terreno del casale è visibile una botola di comunicazione con il piano seminterrato, coperta in epoca moderna con il disuso del caseificio. Al piano terra del casale, vi erano infatti i locali destinati alla produzione del formaggio e della salamoia, mentre tutto il livello interrato veniva utilizzato per la stagionatura. Prima della costruzione del casale novecentesco, l’ambiente per la stagionatura dei formaggi si trovava probabilmente solo all’interno del Sepolcro, un locale adatto in quanto umido e ventilato. Infatti il suo ingresso, prima di essere nascosto dal casale, e l’apertura che è situata al centro della volta della cella, fornivano un ottimo sistema di areazione naturale. Effettuata la campagna fotografica, sono state rimosse le strutture lignee della caciara che insistevano dentro il Sepolcro, e in tutto l’ambiente sotterraneo. Le strutture lignee rimosse sono state selezionate, e individuate quelle meglio conservate per restaurarle e riposizionarle nella parete lunga della caciara "novecentesca". Le pareti del corridoio di accesso alla cella sepolcrale erano ricoperte da uno strato d’intonaco di un medio spessore, che è stato rimosso a mano con lo scalpello. Il pavimento della cella era ricoperto da uno strato di ghiaia e cemento (come è attualmente tutto il livello pavimentale della "caciara") che è stato eliminato. E’ stato rimosso lo strato novecentesco di calce dalle pareti romane, con una accurata spazzolatura eseguita esclusivamente a mano, che ha rimesso in luce tutto il nucleo cementizio antico e in risalto i frammenti di rivestimento in travertino.



LAVORI DI CONSERVAZIONE E RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA E DEL COMPLESSO DELLA EX CARTIERA LATINA
FONTI DI FINANZIAMENTO: Cassa depositi e prestiti - Legge Roma Capitale - Fondi propri dell’Ente - Fondi regionali APQ7.
INVESTIMENTO: € 3.554.541,14
STATO DI ATTUAZIONE: Realizzato

Il Parco ha recuperato l’ex Cartiera Latina, attuale sede dell’Ente di gestione. Il complesso della ex Cartiera Latina, tra i pochi impianti industriali sopravvissuti nella città di Roma, è una struttura unica nel suo genere ed eccezionale per la posizione strategica a ridosso delle Mura Aureliane ed unisce idealmente l’Appia Antica alla via Cristoforo Colombo. Situato a meta strada tra Porta S.Sebastiano e la chiesa del Domine Quo Vadis, il complesso si affaccia sull’Appia Antica nel punto in cui la Regina Viarum interseca l’antico fiume Almone, con possibilità di accesso alla valle della Caffarella; il suo sviluppo è parallelo a quello del corso del fiume in direzione della via Cristoforo Colombo e ricopre un’area di 8444 metri quadri con superfici coperte pari a 2913 metri quadri.
Dal 1998, il complesso, acquisito pochi anni prima al patrimonio del Comune di Roma, è stato concesso al Parco Regionale dell’Appia Antica, con l’obiettivo di farne sede del Parco e centro visite. Gli uffici del Parco sono stati realizzati nel giro di pochi mesi ristrutturando l’area già impiegata precedentemente ad uffici. Nel 1999 sono state create strutture provvisorie, in vista del piano di riqualificazione, funzionali all’accoglienza e all’informazione degli utenti.
Per il restauro complessivo dell’ex cartiera è stato concesso all’ente parco un mutuo, attraverso la cassa depositi e prestiti, per 2.065.000 di euro (pari a 4 miliardi di lire) ed un finanziamento di 775.000 euro (1.5 mld) dalla Presidenza del Consiglio in attuazione della Legge per Roma Capitale, il completamento dell’importo è stato effettuato con risorse della Regione Lazio. L’intervento consentirà la trasformazione della vecchia cartiera in un complesso funzionale alle attività del Parco e più in generale alla città di Roma che avrà al proprio interno: gli uffici dell’Ente, aree museali ed espositive, sala convegni, area ristoro, biblioteca e aule didattiche, il tutto in una posizione strategica per creare una porta d’accesso pedonale all’Appia Antica (ed in futuro direttamente alla valle della Caffarella) dalla via Cristoforo Colombo.



INSTALLAZIONE PANNELLI FOTOVOLTAICI PRESSO LA EX CARTIERA LATINA
FONTI DI FINANZIAMENTO: APQ7, 5° Accordo integrativo dell’accordo di Programma Quadro "Aree sensibili: Parchi e Riserve".
INVESTIMENTO: € 280.000
STATO DI ATTUAZIONE: realizzato

Nell’ambito del progetto di conservazione dell’area e degli immobili della ex Cartiera Latina, nel Parco dell’Appia Antica, è stata prevista la installazione di un impianto fotovoltaico per una potenza di picco pari a ca. 15 KWp. Tale intervento, previsto in progetto, non è stato in passato ricompresso nell’ambito dell’appalto generale di recupero dell’intero complesso per motivi di capienza economica. L’evoluzione tecnologica consente oggi di raggiungere, a parità di superficie occupata, un potenziale incremento della potenzialità installabile fino a ca. 20 KWp. L’obiettivo prioritario è di certo rivolto al conseguimento di un significativo risparmio economico nella gestione corrente dell’intera struttura della ex Cartiera Latina, ma, oltre a questo, il ricorso ad una quota significativa di energia rinnovabile, soprattutto considerando la vocazione di pubblica fruizione dell’intero complesso, potrà rappresentare un significativo momento formativo ed informativo nella direzione della promozione di un modello di vita, ancor prima che tecnico, rivolto al progressivo raggiungimento di fondamentali standard di sostenibilità ambientale. La potenzialità elettrica installabile è in grado di coprire la gran parte del fabbisogno energetico necessario al funzionamento ordinario degli uffici operanti nel complesso, a meno dei fabbisogni di picco legati al riscaldamento invernale ed al raffrescamento estivo. Tale intervento consentirà il raggiungimento di un significativo risparmio nella gestione corrente del complesso.


RECUPERO ESTETICO E CONSERVATIVO DEI VECCHI MACCHINARI PRESSO LA EX CARTIERA LATINA
FONTI DI FINANZIAMENTO: APQ7 int. n.33 - "Logistica e funzionalità degli enti di gestione Recupero della cartiera Latina per la realizzazione di strutture di servizio connesse alla sede del Parco".
INVESTIMENTO: € 185.014,36
STATO DI ATTUAZIONE: in corso avvio le procedure di gara per l’appalto dei lavori

L’intervento, stante la sostanziale impossibilità di raggiungere, sia per difficoltà tecniche che per motivazioni economiche, il ripristino della completa funzionalità dei vecchi macchinari, ha lo scopo di realizzare un recupero estetico e conservativo di quanto resta del ciclo di lavorazione, oggi totalmente in disuso e presente all’interno di alcuni degli edifici facenti parte del complesso della ex Cartiera Latina.
L’intervento prevede l’uso di tecniche di lavorazione che, determinando una pulizia profonda dei macchinari, non porteranno ad alterazioni delle cromie esistenti. 
Non verranno, infatti, utilizzate vernici colorate, bensì prodotti fissativi trasparenti che, a valle di un idoneo processo di pulizia, per lo più manuale, porteranno a "fissare" lo stato di conservazione attuale, realizzando nel contempo una funzione protettiva ed estetica assolutamente rispettosa dallo stato attuale.
Essendo i macchinari oggetto di recupero assolutamente integrati negli edifici del complesso della ex Cartiera Latina, ed essendo in prospettiva completamente visitabili da parte del pubblico, in quanto inseriti all’interno di aree destinate ad allestimenti museali, si prevede di operare anche attraverso una sorta di "musealizzazione dei lavori", consentendo al pubblico, nei modi che verranno ritenuti più opportuni, un adeguato accesso alle aree di lavoro.



ALLESTIMENTO DELLA BIBLIOTECA PRESSO LA SEDE DELL’ENTE

FONTE DI FINANZIAMENTO: APQ7,5 Accordo integrativo dell’accordo di Programma Quadro "Aree sensibili: Parchi e Riserve".
INVESTIMENTO: € 250.000
STATO ATTUAZIONE: Realizzato

La Biblioteca costituita presso la sede dell’Ente Parco si compone di materiale librario in originale - sia di recente pubblicazione, che raro e di antiquariato - e in fotocopia, di opuscoli, depliant, carte, riviste, compact disk e videocassette; uno specifico settore é poi dedicato agli articoli in fotocopia da riviste scientifiche di Storia e Archeologia. La raccolta, i volumi sono complessivamente 960, si é formata fin dall’istituzione dell’Ente nel 1998, sia attraverso donazioni, sia, a partire dal novembre 2004, attraverso acquisti presso librerie specializzate.
Il progetto in fase avanzata di redazione prevede due interventi essenziali: - Allestire lo spazio destinato a biblioteca con arredi e postazioni informatiche, realizzare un archivio magazzino del materiale librario ed inoltre destinare il piano superiore dell’edifico a sede della presidenza del parco; - Predisporre attraverso idonea tecnologia l’accessibilité on-line del patrimonio librario del parco, tale sistema consentiré di condividere, archiviare, ricercare e stampare localmente uno o pié documenti in modalité estremamente semplice e veloce. Tali documenti saranno gestiti in modo centralizzato e messi a disposizione per la consultazione agli utenti del sistema che siano dotati di una postazione web e che siano connessi attraverso una rete TCP/IP al server centrale.
Gli obiettivi principali che il sistema intende raggiungere sono:

  • Accesso regolamentato alla documentazione digitalizzata o parte di essa;
  • Archiviazione e ricerca dei documenti digitalizzati e loro relativa localizzazione fisica in biblioteca indicata come attributo al documento ricercato;
  • Riduzione dei costi di gestione della documentazione;



PROGETTO DI RESTAURO E UTILIZZO DEL CASALE DELLE VIGNACCE VIA MURACCI DELL’OSPEDALETTO
FONTE DI FINANZIAMENTO: APQ7, V Accordo integrativo dell’accordo di Programma Quadro "Aree sensibili: Parchi e Riserve".
INVESTIMENTO: € 783.564
STATO ATTUAZIONE: Lavori in corso di realizzazione

Il Casale delle Vignacce è una struttura databile al XVIII secolo, sita in via Muracci dell’Ospedaletto, in prossimità del Forte Appio, all’esterno dell’attuale limite della Proprietà Farnesiana. Il Casale è stato acquisito dalla Regione Lazio ed assegnato all’Ente Parco Regionale dell’Appia Antica. Attraverso un primo passaggio di progettazione preliminare, approvato con delibera Commissariale n. 17 del 12/7/2006 e teso ad individuare e quantificare gli interventi ritenuti necessarie e compatibili con un utilizzo sostanzialmente dedicato alla pubblica fruizione e rispettoso della vocazione agricola originaria si è potuto procedere alle fasi successive.
Dopo i rilievi specialistici più approfonditi, indirizzati alla caratterizzazione strutturale del manufatto nonché alla individuazione delle possibili emergenze storiche - archeologiche che potranno essere approfondite anche in fase di realizzazione del progetto, è stato possibile delineare il possibile utilizzo funzionale. Interventi conservativi. Saranno realizzati interventi atti a limitare la risalita di umidità dal terreno nelle murature esistenti ed ulteriori approfondimenti dovranno essere indirizzati, , alla verifica dello stato delle fondazioni, anche se non sono emersi elementi, dalla osservazione dello stato delle murature esistenti, che lascino intendere che queste possano essere in qualche modo non funzionali. Gli intonaci esterni verranno conservati nella loro configurazione attuale, ed integrati, la dove mancanti o dove sono presenti reintegrazioni in cemento, con malte pozzolaniche in modo da riprendere la configurazione attuale.
Inoltre la gronda realizzata in cemento, al fine di rendere omogenea la configurazione dell’immobile, verrà demolita e sostituita con una gronda in legno e laterizio analoga a quella esistente. Verrà inoltre reintegrata la porzione di muratura demolita dal precedente proprietario con muratura in laterizio, idoneamente ammorsata, ed intonacata con malte pozzolaniche. Saranno, inoltre, sempre al fine di riconfigurare l’immagine del casale, demolite tutte le superfetazione realizzate, ricomposte le finestrature e dove possibile riaperte le finestre preesistenti, così come risulta dal rilievo.
Interventi strutturali: Il risultato è stato quello di prevedere per la ricettività in senso stretto, nella parte di edificio ormai compromessa da interventi irreversibili, una superficie in grado di garantire l’accoglienza ed il pernottamento di ca. 16 persone, mentre lo spazio cucina sarà riservato ai soli clienti della struttura. La restante parte dell’edificio,rimasta integra sul piano formale, sarà così utilizzata: il piano superiore per spazi culturali e per le attività istituzionali, il piano terra come area didattica, legata all’uso agricolo, nonché alle finalità dell’Ente Parco.
Considerando la presenza, esterna al casale, di notevoli spazi da dedicare ad un uso agricolo in senso stretto, si ritiene in tal modo di aver raggiunto un possibile punto di equilibrio progettuale.



PROGETTO DI RESTAURO CASALE DELLE VIGNACCE - MANUTENZIONE DEL VICOLO DI TOR CARBONE
FONTI DI FINANZIAMENTO: APQ7 int. n.26 - "Recupero dell’immobile, dei terreni e della sentieristica a "Muracci dell’Ospedaletto" nell’area Farnesiana"
INVESTIMENTO: €. 240.193,43
STATO DI ATTUAZIONE: In fase di realizzazione 

Nel contesto della riqualificazione dell’immobile e dell’area di pertinenza del Casale delle Vignacce è stato previsto un intervento di manutenzione straordinaria di vicolo di Tor Carbone, per favorire e migliorare l'accesso all'area di proprietà dell'Ente. L'attuale tracciato viario, precedentemente rettilineo, risale alla costruzione del Forte Appio nel 1877; è lungo circa km 1,200 e versa attuamente in una condizione di forte degrado dovuta al dissesto provocato dallo scorrimento delle acque piovane e dalla presenza di una folta vegetazione. L'intervento progettuale previsto ripristinerà la pendenza del fondo stradale, eliminando il materiale improprio attualmente steso sul fondo, compattando il terreno ivi presente. Nella parte più dissestata si procederà con un intervento più in profondità, circa 50 cm, ed il rifacimento della fondazione stradale con utilizzo di misto granulare naturale. Parallelamente sarà condotto un intervento di manutenzione e contenimento del verde, bonificando il fosso di assorbimento laterale del vicolo e realizzando delle canaline di raccolta delle acque piovane superficiali.


PROGETTO DI RESTAURO CASALE DELLE VIGNACCE - RIQUALIFICAZIONE DEL PAESAGGIO RURALE E DI UTILIZZAZIONE AGRICOLA DELLA TENUTA
FONTE DI FINANZIAMENTO: APQ7, V Accordo integrativo dell’accordo di Programma Quadro "Aree sensibili: Parchi e Riserve"
INVESTIMENTO: € 215.503,57
STATO ATTUAZIONE: Realizzato

L’intervento di riqualificazione paesaggistica rurale della Tenuta dei Muracci dell’Ospedaletto, nel territorio del Parco Regionale dell’Appia Antica, ha come principale linea conduttrice il ripristino delle caratteristiche tipiche, così come individuate dall’uso che nel tempo ha caratterizzato questa zona, della Campagna romana. Le tracce fotografiche e quelle lasciate sul territorio dell’uso e quindi dalla sistemazione agricola, non sono molte, ma consentono comunque alcune ipotesi di risistemazione in funzione della futura gestione.
Infatti, dopo la ricognizione di tali segni lasciati sul territorio dalla trascorsa attività agricola e pastorale, sostanzialmente mai cessata se non per brevi periodi, è stato possibile ipotizzare la precedente e in modo analogo progettare la nuova gestione agricola. Gli interventi sul territorio si caratterizzano per il loro bassissimo impatto, essendo l’obiettivo non quello di modificare, quanto di conservare e richiamare alla memoria l’immagine e l’uso del passato.
I principali interventi sono:

  • Il ripristino delle siepi (recupero e ripristino delle siepi miste erborate che naturalmente segnavano gli appezzamenti)
  • Le delimitazioni (recupero naturale dei confini, a scopo agricolo)
  • Individuazione della viabilità (individuazione della viabilità antica e messa in risalto)
  • Interventi sui percorsi (conservazione dei tracciati esistenti)
  • L’oliveto (ripristino degli antichi oliveti riportati come risultano dalle vecchie planimetrie)
  • Gli interventi sulle visuali (attenzione verso i coni visivi, mascheramento dei recenti insediamenti e risalto delle visuali)
  • Il vigneto, l’orto, il frutteto (impianto e ripristino dell’attività agricola tradizionale)
  • Il giardino del casale (sistemazione estetica nei giardino di pertinenza del casale)
  • Le piantumazioni arboree (a sostegno dei processi naturali di ricrescita dei boschetti di bordo)
  • La staccionata tradizionale (messa in opera con metodi tradizionali d una staccionata rustica, dall’iconografia)
  • Il viale di olivi (accesso alla tenuta agricola)
  • Recupero di pozzi e cisterne (al fine di ripristinare la naturale fornitura idrica)
  • Interventi accessori di sistemazione del paesaggio rurale (interventi agronomici, impianto irriguo, arredo esterno, etc.)



RECUPERO CASALI VIGNA CARTONI E VIGNA CARDINALI
FONTE FINANZIAMENTO: POR 2007-2013 Asse II Attività 4 - Valorizzazione delle strutture di fruizione delle aree protette
INVESTIMENTO: € 624.340
STATO ATTUAZIONE: concluso 

Il progetto prevede il recupero del Casale di Vigna Cardinali e del Casale di Vigna Cartoni, siti nella Valle della Caffarella, all'interno del Parco dell'Appia Antica, a ridosso del quadrante urbano S. Giovanni - Appio Latino, in un contesto rurale assolutamente suggestivo. Gli immobili, già acquisiti al patrimonio pubblico, aventi una superficie complessiva pari a ca. 300 mq, necessitano di un significativo intervento di ripristino architettonico ed impiantistico.
Le strutture intendono rappresentare una risposta alle esigenze espresse dalla cittadinanza sia in termini di ampliamento delle potenzialità di fruizione del Parco, sia in termini di presidio del territorio, che, per la vicinanza delle strutture stesse ad uno dei quadranti del Parco più soggetti alla pressione antropica, potrà essere maggiormente percepito. I casali verranno recuperati ed attrezzati per svolgere al contempo il ruolo di punti informativi, di punti di ristoro, di basi per l'organizzazione di visite guidate, anche in bicicletta, all'interno del Parco, nonché di presidi attrezzati per la gestione ed il controllo del territorio della Caffarella.
L'intervento di recupero è incentrato su volumetrie già esistenti. Non ci sarà, pertanto, in questo senso, alcun "consumo" di territorio. La realizzazione del progetto porterà, anzi, ad un netto miglioramento estetico dello stato di fatto, sia degli immobili che delle aree ad essi immediatamente adiacenti.
Lo straordinario contesto naturale nonché la tipologia costruttiva stessa dei casali, pur di non elevato pregio stilistico, sono tali da evidenziarne un particolare interesse storico ed architettonico, legato alle immagini ed alle suggestioni della antica vita rurale della campagna romana. Sono previsti bandi per l'affidamento ad associazioni del centro informativo casale Vigna Cardinali e servizi di ristoro e accoglienza presso il casale Vigna Cartoni.


CONSERVAZIONE CISTERNE MINORI
FONTE FINANZIAMENTO: POR 2007-2013 Asse II Attività 4 - Valorizzazione delle strutture di fruizione delle aree protette
INVESTIMENTO: € 323.385,00
STATO ATTUAZIONE: concluso

Le innumerevoli strutture idrauliche che ancora oggi connotano il paesaggio della Valle della Caffarella, databili fin dall'età romana repubblicana, testimoniano il precoce utilizzo del ricco patrimonio di acque sorgive di questo territorio, da sempre caratterizzato da una spiccata vocazione agricola e residenziale. Cisterne a cielo aperto per la raccolta dell'acqua piovana, serbatoi per l'accumulo e la redistribuzione di acqua proveniente da sorgenti o acquedotti, canalizzazioni e cunicoli di drenaggio, costituiscono i segni materiali dei complessi sistemi di bonificamento agrario messi a punto attraverso la eliminazione delle acque in esubero, per evitare il tendenziale impaludamento del fondovalle, ottenere un buon rendimento agricolo e, soprattutto a partire dall'età medievale, disporre di una efficace forza motrice per gli impianti artigianali.
Le strutture idrauliche della Valle della Caffarella si trovano attualmente in situazione di degrado e sono oggetto di usi impropri che ne mettono in pericolo la conservazione e ne impediscono la fruizione da parte della cittadinanza; la vegetazione infestante inoltre compromette la stabilità delle strutture e la loro visibilità. L'Ente Parco, grazie ai fondi di finanziamento POR, ha deciso di intervenire per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico-archeologico legato alla cultura dell'acqua attraverso il restauro dei più significativi manufatti idraulici presenti nelle diverse aree della Valle della Caffarella.
Tale progetto integrato, denominato "Cultura dell'acqua", viene realizzato in collaborazione con la Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale, proprietaria dei beni, e la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, competente per la tutela. Il progetto risponde a molteplici finalità: approfondire le conoscenze scientifiche sulle caratteristiche costruttive e tecniche delle strutture idrauliche di età romana, dall'età repubblicana a quella tardo-imperiale; migliorare il livello di conoscenza e fruizione degli edifici da parte della cittadinanza; utilizzare le strutture restaurate e valorizzate per attività didattiche; ridurre il rischio di utilizzi non compatibili con la fruizione dei monumenti archeologici; riqualificare il territorio dal punto di vista paesaggistico.
Le due strutture oggetto dell'intervento di restauro sono il c.d. Fienile Torlonia su cisterna romana (n. 3) e la cisterna/ninfeo (n. 4). Il c.d. Fienile Torlonia è un ambiente a pianta rettangolare costruito con materiale di reimpiego e moderno, al di sopra della vasca di una cisterna romana in opera cementizia di scaglie di lava basaltica. Tra la fine dell'800 e i primi del '900 l'edificio fu trasformato in fienile dai Torlonia, nell'ambito dei lavori di ristrutturazione del casale Tarani.
Nel gennaio 2011 è crollata la parete sud della parte ottocentesca della struttura, a causa di un cedimento fondale. A seguito del crollo, l'iniziale progetto di restauro è stato rimodulato e sono stati stralciati dal finanziamento i fondi necessari per una struttura provvisionale che è stata completata nel marzo 2011 per mettere in sicurezza la parete nord e quello che restava delle pareti ovest e est.
Il restauro del manufatto consisterà nel consolidamento della parete nord residua e la ricostruzione parziale dei lati brevi est e ovest, per consentire una lettura dell'edificio e delle sue fasi costruttive. La struttura provvisionale sarà quindi rimossa. La cisterna/ninfeo è una struttura rettangolare in laterizio di età romana, con il prospetto sud articolato in tre nicchie; la copertura, non conservata, era con volta a botte.
Il fronte sud è attualmente quasi inaccessibile, in quanto addossato alla collina che sovrasta la struttura. Il progetto prevede lo sbancamento del terreno di riporto di cui è composta la collina, la creazione di una gradinata con la facciata del ninfeo come quinta naturale e la piantumazione di arbusti intorno al monumento.



RECUPERO CISTERNA MONUMENTALE
FONTE FINANZIAMENTO: POR 2007-2013 Asse II Attività 4 - Valorizzazione delle strutture di fruizione delle aree protette
INVESTIMENTO: € 319.300
STATO ATTUAZIONE: concluso

Per dimensioni, interesse costruttivo e tipologia è stata scelta per l'intervento la grande cisterna localizzata nei pressi di via Lidia. La struttura, di m 37 x 12 e alta 8, ha pianta rettangolare, con due navate longitudinali comunicanti attraverso cinque aperture ad arco e due navate perpendicolari sui lati brevi, coperte con volta a botte. La cisterna, che sul fronte a valle è rinforzata da 8 contrafforti, funge anche da sostruzione della scarpata naturale.
Costruita in calcestruzzo di lava basaltica, è databile alla prima età imperiale romana.
Estremamente importante per lo studio delle cisterne romane, era probabilmente funzionale alla villa romana i cui resti sono localizzati in via De Bildt; si ipotizza che venisse alimentata da qualche derivazione della vicina Aqua Antoniniana.
A seguito dei rilievi e dei sondaggi effettuati, viste le dimensioni e la complessità degli interventi da realizzare, il progetto prevede il consolidamento e la messa in sicurezza della struttura e dell'area circostante.




Fruizione


PORTE DEL PARCO E SENTIERI
FONTE DI FINANZIAMENTO: POR 2007-2013 Asse II Attività 4 - Valorizzazione delle strutture di fruizione delle aree protette
INVESTIMENTO: € 372.000
STATO ATTUAZIONE: lavori in corso 

Il progetto è nato con il doppio obiettivo di migliorare l'accessibilità e di conseguenza le opportunità di fruizione e di rendere più immediata la percezione dell'esistenza stessa del Parco come "elemento altro" rispetto all'area urbana. Porta del Parco quindi come momento fisico di passaggio dall'area urbana all'area naturale protetta. 
Un passaggio che sarà ulteriormente sottolineato dalla sistemazione dei percorsi di visita, esistenti e non, che partiranno dai relativi accessi. Si tratta di percorsi che renderanno fruibili emergenze storico - archeologiche e naturalistiche sino ad oggi inaccessibili al grande pubblico. 
Le verifiche effettuate in fase di progettazione definitiva e gli interventi già realizzati sia dall'Ente Parco che dalle altre amministrazioni competenti sul territorio, hanno reso possibile individuare con maggior dettaglio gli interventi su cui concentrare le risorse e raggiungere entrambi gli obiettivi prefissati. 

1) Via Cristoforo Colombo/Circonvallazione Ardeatina 

La pista ciclabile che corre lungo la via Cristoforo Colombo realizzata dal Comune e il connesso Percorso Ciclabile Multimediale realizzato dal Parco, hanno reso l'accesso di primaria importanza, soprattutto la domenica e i giorni festivi in un cui centinaia di visitatori raggiungono il Parco in bicicletta. 

2) Via Macedonia e via Centuripe 

I lavori di bonifica e messa in sicurezza della valle effettuati dall'Ente Parco nell'ambito del Patto di Roma sicura hanno reso possibile la valorizzazione di questi due accessi preesistenti in vista di una fruizione a supporto di questo quadrante del quartiere Appio Latino che si affaccia direttamente sul Parco. 
In entrambi i casi la sistemazione degli accessi prevede interventi importanti di sistemazione dei sentieri che portano nel cuore della valle raccordandosi ai percorsi principali. Tali interventi consentiranno di migliorare innanzitutto l'accessibilità aprendo quell' area particolare del Parco a categorie di utenti fino ad oggi escluse.
Da sottolineare che uno degli interventi paralleli del POR (Cisterne maggiori) prevede la messa in sicurezza e la sistemazione per la fruibilità di una cisterna monumentale di epoca romana. Un monumento di grande interesse scientifico e in buono stato di conservazione che si trova nelle immediate adiacenze dei due ingressi. E' stato quindi prevista anche la
sistemazione del sentiero di accesso al monumento.


Sentiero natura e area didattica Casale ex Mulino
FONTE DI FINANZIAMENTO: POR 2007-2013 Asse II Attività 4 - Valorizzazione delle strutture di fruizione delle aree protette
INVESTIMENTO: € 334.000
STATO ATTUAZIONE: lavori in corso

Il nuovo Sentiero Natura, che in parte si raccorderà al già esistente Sentiero dell'Acqua, collegherà la sede dell'Ente Parco al fondovalle della Caffarella, lungo il fiume Almone e sarà accessibile a tutti. Il percorso prevede tappe di approfondimento didattico, anche attraverso pannelli informativi, con l'obiettivo di mettere in collegamento gli aspetti didattici con gli aspetti più prettamente scientifici. Si è quindi cercato di mettere in evidenza il profondo legame fra le proprietà dell'acqua e il modo di funzionare della totalità degli organismi viventi che hanno avuto origine e si sono sviluppati sulla Terra.
Tutti i pannelli sono realizzati in italiano e inglese, visto il crescente interesse di turisti e studenti stranieri anche per i valori naturalistici del territorio. Saranno inoltre installati nelle vicinanze delle alberatura più rappresentative pannelli informativi di piccole dimensioni.
L'esperienza del Sentiero Natura viene completata dai nuovi allestimenti per la didattica che saranno realizzati nell'area del Casale dell'ex Mulino dove sono previsti:

  • l'installazione di cassette tattili (si tratta di strutture in compensato marino da 18- 20 mm di cm 40x60 circa con coperchio protettivo sporgente e sollevabile con cerniera frizionata) sulla biodiversità dell'acqua (vertebrati, invertebrati, piante ecc);
  • nuovi pannelli tattili accessibili su: materiali e tecnica costruttiva del tratto di acquedotto presente nell'area del Casale; canto degli anfibi; cicala e farfalla acquatica. In nuovi pannelli andranno a completare il percorso esistente e daranno la possibilità a visitatori e scolaresche di poter approfondire la loro visita anche senza la presenza di operatori;
  • la ricostruzione in 3D e video delle diverse fasi architettoniche dell'ex Mulino e del suo funzionamento, nonché della rete idrografica delle formazioni geologiche della valle della Caffarella. Infine, in fase di progettazione esecutiva, si è deciso di rimandare la realizzazione del nuovo ponte pedonale sull’Almone che avrebbe dovuto connettere il nuovo Sentiero Natura direttamente al Casale dell’ex Mulino;

Infine, in fase di progettazione esecutiva, si è deciso di rimandare la realizzazione del nuovo ponte pedonale sull’Almone che avrebbe dovuto connettere il nuovo Sentiero Natura direttamente al Casale dell’ex Mulino.




Studi e ricerche

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